Ma chi legge ancora “Il giovane Holden”? Una volta era un gesto ribelle, ora è una noia al cubo (meglio “Il Trono di Spade”). Il dibattito si infiamma. Risposta: non si legge perché è “utile” ma perché è bello

Posted on Agosto 02, 2019, 12:39 pm
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L’angoscia adolescenziale, una volta osservata nei suoi aspetti generici, è un prodotto delle circostanze uniche relative a ciascuna persona: orientamento sessuale, appartenenza genetica, classe, era. L’angoscia è universale, il suo contenuto è particolare. Questo potrebbe spiegare perché Holden Caulfield, che una volta era il sedicenne universale, non parla più a questa generazione come parlava ai giovani del passato. La spiegazione è, dunque, che Il giovane Holden è un libro datato. “Se sei bianco, relativamente abbiente, decisamente scontroso e senza problemi reali, il libro regge. Ma se la maggior parte dei lettori non è giovane, non è un bianco, non è un maschio, che cosa ha da dirti ancora Il giovane Holden?”.

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Ho avuto diverse discussioni sul punto con i miei studenti universitari. Il giovane Holden non solo non è più amato. Non è più di moda… D’altronde, quando Il giovane Holden fu pubblicato per la prima volta, fu messo al bando da diversi distretti scolastici. Una volta leggerlo era sovversivo; ora è una presenza affidabile nel curriculum scolastico. Una volta che gli adulti ti dicono che una cosa è buona, perché non dovresti odiarla?

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Ho parlato con diversi insegnanti di inglese nelle scuole di New York: tutti mi hanno confermato che non è soltanto una questione di identità. I vasti cambiamenti che hanno scosso la nostra cultura, rendono fastidioso il malessere di Holden più che risonante. Ad esempio: il totale isolamento di Holden dal mondo degli adulti è ora una specie di anatema… All’epoca di Salinger un adolescente depresso e arrabbiato può vagare per New York un paio di giorni, senza dare spiegazioni, senza alcun contatto con un adulto. Una situazione del genere è del tutto estranea alla vita di oggi, dove i bambini sono tenuto al guinzaglio. Un genitore può ottenere la geolocalizzazione esatta del proprio figlio in ogni momento. Pur venendo da un mondo pieno di ordini, Holden aveva più libertà.

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Nonostante i giovani siano guardati con più attenzione, sanno che il mondo degli adulti è diventato assolutamente folle… La malinconia di Holden è decisamente pittoresca rispetto ai problemi di cui i bambini sono bombardati, oggi.

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Ho letto Il giovane Holden in diverse fasi della vita. Ogni volta è stata una esperienza diversa. A 13 anni era parte della mia educazione… a 17 ho capito che le persone erano deludenti. Poi mi sono innamorata. A 21 anni sentivo gocce di nostalgia come una morfina. A quel punto, l’appello di Holden era svanito… Ora che sono vicina ai 40 più che ai 17, lo leggo per la scrittura. Alla quarta volta che lo leggo, scopro forse ciò che intendeva Salinger: offrire il ritratto perfettamente scritto di un personaggio imperfetto. Ogni sillaba canta.

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Ecco quindi la mia proposta a proposito de Il giovane Holden. Leggilo il prima possibile. Leggilo insieme a Ralph Ellison e a Sylvia Plath e a James Baldwin e a Toni Morrison e ad André Aciman. Chiamalo monello viziato… Lascia che i vent’anni passino. Lascia che il mondo ti dilavi. Poi rileggilo. Allora potrai vedere il vero volto di Holden. Non certo la raffigurazione di ogni singolo adolescente che cammina sul pianeta Terra, ma un individuo solitario che trova intollerabili le ingiustizie del mondo in cui vive.

Dana Czapnik

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L’acuto di Dana Czapnik è interessante. Quanti ‘classici’ della ribellione, addomesticati dall’accademia, risultano, oggi, pieni di polvere e fuori tempo? Certo, c’è una miopia di fondo, mi pare. Un romanzo non si legge soltanto perché il suo eroe (o anti-eroe) ‘mi rappresenta’ (classe, orientamento sessuale, sociale etc.) – ma eventualmente per le aspirazioni in cui mi getta. Un libro non deve somigliarmi, ma gettarmi altrove. Infine, però, la scrittrice tocca un punto radicale. Un libro si legge perché la sua forma ci incanta, perché “Ogni sillaba canta”. Non si legge perché è utile, ma perché è bello. (d.b.)

**Dana Czapnik ha esordito con il romanzo “The Falconer”, pubblicato in Italia da Solferino come “Lucy” (2019). Qui si pubblicano alcuni stralci dall’articolo pubblicato dal “Guardian”, From everyteen to annoying: are today’s young readers turning on The Catcher in the Rye?