“Rasata o non rasata, questo è il problema”, ovvero quando la tua vita sessuale si fa amletica

Posted on giugno 17, 2018, 7:45 am
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Certo l’interrogativo è vagamente triviale. Ma, insomma, anche la poesia ne ha parlato in nobilissimi versi ormai divenuti classici. Credo sia stato Montale ad aver scritto: “Ti raserò l’aiuola, quando ritorni da scuola”. Perdonate! Ho appena controllato su Google e, a quanto pare, ho confuso l’ermetico con Gianluca Grignani.

Sta di fatto che la faccenda da me portata sul piatto presenta una certa qual cogenza. Per esempio, con una che doveva venire a trovarmi, abbiamo passato almeno un’ora al telefono a discutere su vantaggi e svantaggi di una patata rasata. In conclusione, quando mi ha chiesto cosa fare, se andare o meno dall’estetista prima di venire a farmi visita, non ho saputo cosa rispondere e ho chiesto tempo per pensarci. Anche trombare, oggigiorno, può creare non pochi problemi.

Il fatto è che la chips – per dirla con Rocco Siffredi – completamente sbarbata ha le sue controindicazioni, malgrado la moda diffusa. Tanto per intenderci: la fica versione bambina mi fa sentire un po’ pedofilo. Poi, su una quarantenne, mi causa non pochi cortocircuiti. Non parliamo inoltre del fenomeno, comune a giovani e tardone, per cui la rasatura, non essendo quasi mai perfetta, produce un fastidioso effetto grattugia sul fungo – è quasi altrettanto grave dell’effetto carta vetrata, dovuto alla scarsa lubrificazione delle MILF ormai prossime a varcare la soglia della categoria GRANNY. Che casino! Già si scopa poco, per di più qui ci vuole una laurea in teologia per risolvere dei problemi francamente del cazzo.

Nel secondo caso paventato si rischia invece di dare eccessivo margine di manovra alla tendenza della donna con un legame a trascurarsi, fino ad avere più liane della foresta amazzonica. Un po’ di pelo dà, in fondo, quel giusto senso di selvaggio. Malauguratamente, però, uno potrebbe imbattersi in qualche femminista di quelle che considerano il depilarsi come un cedimento allo strapotere patriarcale del maschio. E, allora, vai di peli tra e sulle gambe e ascelle ricciolute. Peggio che andare a trans!

Prima che questo articolo si risolva in un trattato di stampo rinascimentale, vorrei comunque dirvi com’è andata a finire con la tizia. “Senti”, le ho detto, “prenota due viaggi”. “Perché?”. “Così una volta ti presenti rasata e un’altra no. Altrimenti morirò nel dubbio come l’asino di Buridano e, per qualche pelo di fica, non mi sembra proprio il caso”. In fondo, a volte basta fare i fessi per garantirsi una scopata in futuro.

Matteo Fais