Perché molte volte il sesso virtuale mi soddisfa più di quello reale

Posted on maggio 27, 2018, 7:44 am
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Il successo di YouPorn è garantito dalle donne. No, non perché queste vi appaiono nei filmati ivi raccolti e catalogati. Piuttosto perché le donne in carne e ossa, quelle che incontri, conosci e con cui hai una relazione vis-à-vis, il più delle volte sono insopportabili. Quando arrivi a scoparci, sei talmente sfiancato dai loro discorsi che ti viene da pensare: “Ma perché non mi sarò fatto una sega?!”.

Per esempio, l’ultima volta che mi sono intrattenuto con una, questa ha preso a parlarmi di cose insulse come il clima e il suo prossimo spettacolo di danza del ventre, mentre io ambivo giusto a farmi una tranquilla ravanata alla pari. Ma lei no, non poteva concedersi così! Prima bisognava discutere. Ma discutere di che? Se non ci siamo mai messi insieme, malgrado siano intercorse tra di noi, più di una volta, delle robuste scopate, un motivo ci sarà pure… Tipo che non abbiamo una mazza da dirci. Alla fine, con i miei soliti sotterfugi, sono riuscito a infilarle una mano sotto la maglia e abbiamo dato inizio alle danze. Ahimè, comunque, la tizia non si è data per vinta e alla fine della tenzone, mentre si puliva con sette fogli di scottex – “perché tu fai sempre più casino di un porco nel fango” –, ha continuato a esternarmi le sue elucubrazioni. Mi ha detto anche “tu devi parlarmi, devi aprirti con me”. Insomma, dopo una scopata, tutte le coppie, anche quelle improvvisate, si trovano decisamente in crisi. Le ho detto: “Scusa, ma lo sai che io parlo solo di letteratura. Del resto non mi frega niente”. “Bene”, ha prorotto lei, “volevo appunto dirti che sto leggendo Margaret Mazzantini”. Capirete bene che, a quel punto, le palle mi si sono gonfiate talmente tanto che avevo nuovamente voglia di darci sotto.

Ve lo voglio confessare, se una mia vecchia conoscenza mi chiama per vederci, nove volte su dieci mi do per oberato dal lavoro e, profondamente rasserenato, ripiego su YouPorn. Vedete, la cosa bella della nota piattaforma è che possiede una funzione miracolosa. Tu apri il video, quello parte ed entra di solito una tizia. A quel punto si siede su un divano, o su un letto, e qualcuno – uno che, per fortuna, di solito non si vede – le pone delle domande. Ecco, io sto già mandando avanti. Pensate voi se ho voglia di subirmi le cazzate di una americana che dice di masturbarsi diciotto volte al giorno e che, tra un risolino cretino e l’altro, fa un sunto della sua vita sessuale. “Sì, buonanotte!”, mi dico tra me e me e passo oltre. Vado al sodo. Un boccaglio, del resto, se ben fatto, vale più di certa presunta saggezza accumulata in un secolo. Figurarsi se non è meglio quello che sentire cosa ha da dire la ragazza di turno sulle sue abitudini sessuali.

Un’altra volta ero con questa conosciuta in una chat. Vista così sembrava pure figa. Salgo sulla sua macchina. Già mi trovo in difficoltà. Ha aperto bocca da un minuto e ha sbagliato circa trenta congiuntivi. “Ma io a questa cosa dico?”, mi domando in preda al panico. Lei tira fuori un panino. “Scusa, sai, ma devo mangiare assolutamente entro le 17:30, perché poi devo assumere…” e non so che diavolo di sostanze, integratori e balle varie abbia menzionato. Insomma, si è ingollata sto sfilatino e, dopo, mi ha costretto a tenere un bicchiere d’acqua mentre lei ci versava tre cucchiaini del suo intruglio. In tutto ciò, io sono rimasto zitto – forse qualche volta ho assentito con il capo. Mi stava parlando della sua dieta, della massa grassa, di come mantenere giovane la pelle. Io, invece, continuavo a meditare su quanto inutile sia l’esistenza maschile, persino quella di un intellettuale, che pur di esalare i suoi spermatozoi accetta anche di sopportare un simile orrore… Insomma, “ditemi voi se questo è un uomo”, per dirla con Primo Levi. Mi ci sono volute tre ore di agonia, prima che me lo tirasse fuori dai pantaloni, in un parcheggio desolato. Nel mentre avevamo fatto di tutto, tranne qualcosa che attestasse la nostra comune appartenenza alla razza umana: mi aveva portato a fare una copia di alcune chiavi, a comprare una tuta da ginnastica, ad acquistare l’ultimo cd di Vasco Rossi.

Alla fine è voluta pure salire a casa. Le ho detto: “Ti andrebbe di vedere insieme un film di quelli che ci sono su YouPorn?”. “Sei un bel porcellino, tu. Ti è già tornata la voglia?”, mi ha fatto tutta ridanciana. “No, onestamente, vorrei solo vederlo tenendoti per mano. Capiscimi, ho bisogno di rilassarmi”.

Matteo Fais