Posted on ottobre 25, 2017, 3:52 pm
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Trafitture di mistero. Harper Lee detiene un piccolo record. In relazione alla misura della propria opera, di nessun altro scrittore si è mai parlato tanto. Di fatto, Harper Lee ha pubblicato un unico libro. Di fragoroso successo. Il buio oltre la siepe. Anno di grazia 1960. Oltre quel libro, il buio. Nel senso che Harper Lee si è ritirata dal roboante mondo della fama. S’è vista in giro qualche volta, dieci anni fa George W. Bush l’ha medagliata. Roba da americani. Avrebbe fatto meglio a starsene nel buio del proprio enigma, Harper. Nel 2015, invece, un passo prima della morte, accaduta il 16 febbraio 2016, esce Va’, metti una sentinella. Che non è un nuovo romanzo ma il prequel de Il buio oltre la siepe. Pare che Harper l’abbia scritto prima del suo unico capolavoro. Insomma, è il balbettio di un romanzo. Che nulla aggiunge alla fama di Harper – che molto aggiunge al conto in banca suo, dell’agente, dell’editore. Detto questo, dal 1960 non s’è fatto che parlare di Harper Lee. Più lei stava muta e ritirata più gli altri parlavano di lei. Nel 1962 esce il film di Robert Mulligan sul suo libro. Con indimenticabile Gregory Peck. Successo clamoroso, testimoniato da 8 nomination agli Oscar e tre statuette (miglior attore, sceneggiatura e scenografia). In quegli anni, Harper Lee aiuta Truman Capote a scrivere il suo libro più travolgente, A sangue freddo. La storia di questa amicizia fomenta la leggenda nazional-popolare. Nascono due film. Truman Capote. A sangue freddo (2005), con Catherine Kenner con la giacca di Harper e Philip Seymour Hoffman a mimare un irresistibile Capote. L’anno dopo, in Infamous. Una pessima reputazione è Sandra Bullock a fare Harper (e Toby Jones a interpretare Truma). Fu vera amicizia? Chissà. Wyne Flynt, in Mockingbird Songs, rivela, usando il carteggio della Lee, che Truman Capote era corroso dall’invidia. Avrebbe voluto scrivere lui un romanzo dall’impatto epocale come Il buio oltre la siepe. Ora, si torna a parlare di Harper, il Salinger in gonnella. 38 lettere di Harper Lee all’amico Felice Itzkoff, come riporta il Guardian, vanno all’asta con prezzo base 10mila dollari. Scritte tra il 2005 e il 2010 segnalano un paio di cose. Intanto, l’ateismo di Harper Lee (“Non so se festeggiate il Natale, per me non fa differenza. Io ho un cuore pagano”). Poi, la preoccupazione per il suo stato mentale. “Tutti alla mia età hanno qualche avvertimento di demenza senile. Almeno, ricordo gli eventi più importanti: l’Undici Settembre, ad esempio. Che è anche il compleanno di mia sorella Alice”. La lettera che più interessa la stampa anglofona è un’altra, comunque. 20 gennaio 2009. Barack Obama Presidente degli Stati Uniti d’America. “In questo giorno si realizzano le mie benedizioni… Mi ricordo del mio caro Gregory Peck, che era molto amico di Lyndon B. Johnson. Un giorno Greg gli disse: ‘Pensa se vivessimo fino a vedere un presidente nero…’. LBJ disse: ‘Non accadrà. Ma ci spero’”. Applausi. Le profezie di Gregory Peck (morto nel 2003) si sono realizzate nel corpo di Harper.