“Lavoro come una bestia, e rompo tanto i cog*ioni”. Mina 80. Elogio della diva assoluta che ha cestinato Paul McCartney e fatto arrabbiare il Vaticano

Posted on Marzo 14, 2020, 9:34 am
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Io e Mina siamo due pigrone, anch’io ho seri, che dico, serissimi problemi ad alzarmi dal letto la mattina, e usiamo entrambe un vocabolario un po’ ‘sboccato’, e però io col cavolo che butterei una lettera di Paul McCartney! Quella che Macca le scrive quando Mina incide Michelle, brano dei Beatles che lei fa a pezzi, nel senso che lo rompe e ricompone e con la sua voce ne fa altra cosa, qualcosa per cui Paul ad ascoltarlo vi si incanta. E invia a Mina una lettera bellissima, lo svela Massimiliano Pani, che dice pure che la madre la lesse, commentò “Oh, che carino!”, e la buttò nel cestino. Una lettera di un Beatle! Mah, forse tra titani della musica funziona così, e Mina è donna e artista inimitabile, una che sta sempre anni luce avanti, e che il 25 marzo compie 80 anni e tu, che dici, glieli facciamo gli auguri? Proviamo, qui, su Pangea, e però, aiutami e facciamoglieli ma piano, a bassa voce, che Mina pensa male, malissimo dei giornalisti: “È gente che senza averti mai visto mette giù tutto un malloppo pazzesco scrivendo che tu sei fatta in un determinato modo. Io per non mandarli a fare in c*lo o prenderli a calci sui denti, li evito. Ma a volte querelo”.

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Mina non credo abbia un carattere facile, credo sia una virago, e lei stessa di se stessa ha detto: “Lavoro come una bestia, e rompo tanto i cog*ioni”. Ma non fai la Storia se tali attributi non li hai. E lei ce li aveva fin da quando era Anna Maria, e rubava i vestiti alla madre per cantare nelle balere di provincia. Una fame di cantare infusale da chissà che dio, Mina è la mia cantante assoluta, e dalla prima volta che ho ascoltato Certe cose si fanno, dall’album Veleno. Certe cose si fanno, ovvero il sesso con l’uomo che non è il tuo, non ti è lecito, a te che sei sposata a un altro, e Mina di matrimoni se ne intende, da ragazzina sventata quel figo di Corrado Pani se lo sarebbe sposato e di corsa. Il gossip racconta che tra loro fu un colpo di fulmine, e questa storia la sappiamo tutti, ce l’hanno tramandata per generazioni, che hanno fatto sesso illecito con tanto di concepimento, perché Pani era sposato, e nel 1962 se andavi a letto con qualcuno con la fede al dito passavi i tuoi guai con la legge. E Mina (che prima di Pani è già star, e aveva già dato scandalo a Sanremo, perché salita su quel palco in abito bianco e blu trasparente, con il reggiseno in bella vista, e giù polemiche, e poi mentre canta Le mille bolle blu, si passa le dita sulle labbra, e per i repressi in giuria è chiaro nonché peccaminoso riferimento al sesso, e giù altre polemiche, fino a che Mina manda tutti al diavolo, e non metaforicamente, stabilendo che a Sanremo non metterà più piede, e così sarà) allora, ti dicevo, Mina partorisce Massimiliano e, mentre è in clinica, puerpera degente, è domenica e le arrivano quelli del seggio, perché è domenica elettorale e Mina è al suo primo voto, e le portano scheda e matita in camera, e le stendono intorno al letto dei lenzuoli perché il voto è segreto, anche se Mina lo aveva detto pubblicamente che lei votava liberale e Malagodi e per questo bisticciava con “Corrado che fa tanto il comunista, non gli importa niente che io sia la Mina, anzi l’idea di avere la donna chanteuse lo irrita a morte”.

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Ma quello che a me fa specie della storia tra Mina e Corrado Pani è che al tempo sono nient’altro che due ragazzi, lei 22 anni, lui 26 e separato da un anno, ma non divorziato perché in Italia il divorzio ancora non c’è. E però, a dirla tutta, a Mina basta viverci con Corrado, ma non può, perché se solo ci provano li mettono dentro, c’è la moglie di lui incaz*ata nera che li denuncia, c’è il Vaticano che li addita come immorali sui giornali, e su Epoca pubblicano una foto di Pani e Mina felici e lei con il pancione, con sopra la scritta: “Cosa avrà da ridere”. C’è chi spinge Mina e Corrado a trasferirsi all’estero, lì starebbero tranquilli, sì, ma Mina ha contratti discografici già firmati, e se non li mantiene le arrivano un mucchio di penali, che al confronto la cacciata dalla RAI è niente. Che impicci! Ma tanto poi in RAI Mina è richiamata e per rientrare si fa ricoprire d’oro, e poi con Pani finisce, e Mina s’innamora e convive more uxorio con Augusto Martelli, direttore d’orchestra che le confeziona album memorabili, e senti lei che gli combina: durante il Festival di Sanremo 1970, Mina si sposa, ma con Virgilio Crocco, giornalista de Il Messaggero, ‘dimenticandosi’ di avvertire della novità Martelli, che sta proprio al Festival, da solo, a lavorare, il quale che la sua fidanzata è convolata a nozze con un altro lo scopre quando si ritrova sotto assedio di giornalisti e fotografi di mezzo mondo! Mina e Crocco sono sposati e non coabitano, Mina non ha tempo, vive in hotel in un turbinio di tournée in Italia e all’estero: il loro amore dura un anno, quando nasce Benedetta, i due sono già separati, e Mina a 31 anni e con due figli a carico torna a vivere con mamma e papà.

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Che poi uno dice: ma Mina, come è diventata Mina? È semplice, tu ascolta Nessuno di Wilma De Angelis, e poi la versione che ne fa Mina: senti che bomba, come fin dalla prima nota, il primo strillo, ti entra dentro e non te la levi più (non so te ma io, per lo smacco, al posto di Wilma De Angelis sarei impazzita). E perché dal 1978 Mina è sparita? Se ne sono dette e se ne dicono tante, tu non gli dar retta, ché Mina è mediaticamente sparita per sfinente fama: è difficile rendere il successo di Mina coi parametri odierni, lei era davvero ‘diva’, ed era sotto bersaglio perenne dei media anche suo malgrado, e in maniera e peso forse paragonabili a quelli di Elvis Presley. Mina a Roma, a Milano, in vacanza a Forte dei Marmi, era così perseguitata da vivere giorno e notte in casa, con le finestre serrate, le tende tirate, coi paparazzi arrampicati sugli alberi, ovunque! La fonte di quel che scrivo è lei stessa: “Io non posso uscire a comperare un paio di scarpe, andare al cinema, a passeggio, a prendere un giornale. Diventa subito un fatto, un casino”. Ed è sempre la stessa Mina a dire che è fuggita per garantire un’esistenza normale ai suoi figli piccoli i quali, specie Massimiliano, vivevano affatto sereni l’enorme notorietà materna. O forse è vera quest’altra atroce verità, e a parlare è ancora lei: “Cantare è diventato un lavoro e non mi ci diverto più. Mi fa venire il voltastomaco”. Ma Mina in studio non ha mai smesso di lavorare, ed è stata tra i primi negli anni ’90 a sbarcare sul web, credendoci ciecamente.

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Mina è una mina che esplode e fa suo il suo tempo, fa suo ogni tempo, vi entra e lo centra, lo mangia, lo divora, niente lascia dietro sé, non la sua scia di cantante suprema, una scia rimasta tale, decennio dopo decennio. “Tu non tramonti mai, resisti”, e glielo facevano notare già nel 1973. Lei è oltre le mode, fot*e le mode, non si sa come faccia, una vera spiegazione non c’è. Ma tu non sei curioso di Mina Mina Mina Mina, libro celebrativo edito da Rizzoli, che esce appunto a gloria dei suoi 80 anni, e qui Mina non si può certo lamentare, perché questo libro zeppo di foto e interviste sue storiche, introvabili, esce sotto la sua più severa approvazione?

Barbara Costa

*Sitografia minima:

“E mamma Mina cestinò i complimenti dei Beatles”, in la Repubblica, 25 marzo 2010;

“Playboy intervista Mina”, Playboy, n.1, gennaio 1973