L’editoriale di Franz Krauspenhaar: “Non voglio un nuovo Governo. Voglio Gentiloni, è il meglio in questo Paese di nullapensanti”

Posted on Maggio 01, 2018, 8:37 am
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Dopo averlo scritto decine di volte, passiamo dall’orazione alla coltellata. Pangea apre lo spazio dell’Editoriale, una specie di altare da cui tirare pigne, su cui far giostrare la cerbottana, allo scrittore, al poeta. A chi ha occhi rosolati nel verbo, e può per questo sconfiggere la proverbiale ovvietà dell’opinionismo giornalistico. In particolare, abbiamo adottato una formula e uno scrittore. Lo scrittore, che chi legge Pangea e chi legge roba buona in generale già conosce, è Franz Krauspenhaar. Milanese, scrittore dalla poetica polimorfica, bibliografia inafferrabile, libri formidabili in teca (“Cattivo sangue”, “Era mio padre”), per Castelvecchi ha appena pubblicato “Brasilia”. La formula è quella che la domanda la facciamo noi. La risposta, oggi, fa lo scalpo a governi, governicchi e governanti.

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Governo o non governo? Insomma. Che fine fa l’Italia? Centrodestra, grillini, governo ‘del Presidente’: profetizza il futuro politico del nostro Paese. Tu chi vorresti come premier e come Ministri? 

A me piacerebbe un lungo, lunghissimo governo Gentiloni, un Gentiloni ab libitum della durata di minimo due anni, fino a cinque, o dieci. Un governo di ordinaria amministrazione, come quello del Belgio che durò due anni mentre le parti politiche non riuscivano a far partorire il mostro. Niente nuove leggi, di cui non abbiamo gran bisogno, basta la macchina burocratica e imbelle nel fuorigiri utile dell’ordinaria amministrazione. Non voglio un nuovo governo, non voglio nessuno di questi ciurlandari della politica, da est a ovest. Il ragazzino con l’età mentale di un democristiano di De Mita, il finto cheghevara che si prende 400mila euro da Mondadori per un libro assolutamente inutile – per la serie non l’ho letto e non mi piace. Il comico nel carro armato, accampato alle Cinque Terre, la prova umana che in Italia tutto nasce da una risata “che ci seppellirà”. Poi la destra, una specie di gonna sbrindellata piena di buchi uscita dal cesso di un autogrill, dentro la quale una specie di “branco” ha fatto i suoi porci comodi. E il Pd, l’unico partito di un certo peso che dopo una sonora sconfitta sceglie di governare. Io questi qui non li voglio. E siccome non voglio altre inutili elezioni, spero che s’ingarbuglino, che si scontrino, che s’annullino, fino al non gioco a procedere. Come in Belgio. Con Gentiloni. Uno che non ha mai dovuto fare un cazzo in vita sua. Perfetto per questo paese di nullapensanti. Voto Gentiloni, senza urne, senza urla, senza niente.

Franz Krauspenhaar