“L’attacco militare in Siria è farsesco, meglio starne fuori. Ma è sbagliato assolvere Russia e regime siriano”: il commento di Vittorio Emanuele Parsi

Posted on aprile 15, 2018, 8:14 am
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Dopo il bombardamento, la mitragliata degli opinionisti. In tivù e sui giornali, di solito, gli strateghi dell’intelletto frastuonano per la loro banalità. Per certi versi, per altro, il ‘buffetto’ siriano di Usa e galoppini era previsto. Pigliate Titanic. Il naufragio dell’ordine liberale, stampato da Il Mulino una manciata di mesi fa. Lo ha scritto Vittorio Emanuele Parsi (già intervistato da Pangea), che è professore di Relazioni internazionali alla ‘Cattolica’ di Milano e direttore dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (Aseri). Capitolo tre. Il declino della leadership americana e l’emergere delle potenze autoritarie russa e cinese. Era già tutto scritto. “È paradossale che sia stata proprio Mosca a trarre i maggiori e più immediati benefici dalla fine del lungo ostracismo iraniano dalla comunità internazionale… Sicuramente gli americani sono stati «bruciati» dalla tempestività russa. E d’altra parte i russi erano nella posizione migliore per poter approfittare della situazione: condividevano con l’Iran l’avversione totale verso il radicalismo sunnita e l’alleanza con il regime di Bashar al-Asad in Siria (dove posseggono la loro sola base nel Mediterraneo a Tartus, vicino a Latakia); inoltre potevano offrire all’Iran quella legittimazione delle proprie preoccupazioni e ambizioni strategiche – in una regione in cui l’Iran annovera molti nemici, da Israele all’Arabia Saudita – che la Repubblica islamica avanza, inascoltata, dal 1979”. Il ‘buffetto’ in forma di bombardamento è il modo in cui gli Usa – con UK e Francia che hanno messo il vestito funereo di gala per apparire grottescamente sgargianti sullo ‘scenario internazionale’ – hanno “salvato la faccia” di fronte al mondo. A promessa di risposta armata segue bum bum. Insomma, hanno mostrato il bicipite. Facendo un favore a Putin. Cosa volete che importi agli incravattati nelle olimpiche dimore del potere dei bimbi che muoiono in Siria, dei morti, della morte? Per dirla in modo nudo&crudo, come la dice Parsi, il bombardamento per eliminare le ‘armi chimiche’ – che ci sono, pare – “è riuscito solo a dimostrare la totale assenza di una strategia occidentale sulla Siria, dopo 7 anni di guerra”. Preteso da tutti, abbiamo beccato Parsi tra una puntata su Sky Tg24 e una sul Tg3.

Parsi

Vittorio Emanuele Parsi è l’autore di “Titanic. Il naufragio dell’ordine liberale” (Il Mulino, 2018), libro che spiega bene le tensioni in atto tra Russia e Usa (e censisce l’irruzione della Cina nell’ordine militare mondiale)

La parola ‘armi chimiche’ fa venire in mente un altro contesto mediorientale, Usa sempre protagonisti. Abbiamo dati certi che Bashar al-Asad ad usi armi chimiche? E poi: non è pericoloso bombardare i ‘giacimenti’ di armi chimiche?

Credo che la responsabilità di Asad sia probabile. Perché avrebbe dovuto farlo? Intanto senza autorizzazione russa non avrebbe fatto un bel nulla. Credo che lo scopo di Mosca e Damasco fosse proprio quello di “vedere” le carte di Trump&Co. Fin dove si sarebbero spinti per punire l’uso di armi chimiche? La risposta la abbiamo vista l’altra sera: con un attacco “telefonato”, che ha consentito tra l’altro ai siriani di testare l’efficienza del loro sistema anti-missilistico… I russi hanno impiegato la stessa logica nel caso della spia di Salisbury: farsi prendere con le mani nel sacco o è frutto di dabbenaggine (escluderei) o mira a vedere come reagisce chi è sfidato. Bombardare depositi di armi chimiche non è necessariamente pericoloso. Molti gas ed elementi biologici sono “binari” cioè inerti se i loro componenti non vengono accoppiati.

Ci aiuti a capire in prospettiva. L’attacco Usa-UK-Francia è rivolto contro Putin o è il primo atto di un tentativo per rovesciare Assad? Insomma, non è che qualcuno desidera ‘colonizzare’, ancora, quel pezzo di mondo? 

Se avessero voluto colpire Putin avrebbero potuto farlo molto meglio incrementando le sanzioni economiche, che alla Russia fanno molto male. E Putin andava punito, perché in cambio della sospensione dell’attacco del 2013, la Russia si era assunto l’impegno di smantellare l’arsenale chimico di Asad, cosa che evidentemente non ha fatto. Il gesto voleva salvare la faccia di USA UK e Francia (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU). È riuscito solo a dimostrare la totale assenza di una strategia occidentale sulla Siria, dopo 7 anni di guerra. Peraltro tutte le leadership degli Stati sunniti erano e sono allineati con Washington, Riad e Tel Aviv, come la disattenzione sugli oltre 30 morti di Gaza e sulla mattanza yemenita bene attesta.

Nel contesto europeo: la Francia vuole rimettere l’unghia sulla ‘sua’ Siria. L’Italia conta meno del due di picche. Meglio, per l’Italia, stare fuori dal conflitto o prendere posizioni?

Nessuno ha chiesto nulla all’Italia, neppure le basi logistiche. Giusto stare fuori da un attacco militare farsesco, come ha fatto la Germania. Sbagliato assolvere la Russia e il regime siriano, come la destra in blocco e la sinistra vanno petulando. Persino Di Maio ha fatto una miglior figura di Salvini…

Esito del bombardamento: cosa accadrà, che risposte possiamo attenderci?

Non credo succederà nulla. La Russia ha già incassato il suo vantaggio. Ha visto le carte americane e letto il bluff.