“Jack era frustrato perché l’élite politica ha dimenticato l’importanza di essere onesti”: il messaggio del padre del ragazzo ucciso sul London Bridge & cosa c’entra Charles Dickens con i Servizi

Posted on Dicembre 04, 2019, 10:58 am
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È uscita su Guardian lo scorso lunedì la lettera del padre di Jack Merritt, morto a 25 anni insieme a un’altra studentessa nell’attentato terroristico presso London Bridge di venerdì 29. In toni sobri, è stata fatta letteratura. Traduco.

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“Jack era orgoglioso. Era di un’intelligenza che assorbiva tutto. Era fiero della sua lealtà. Amava musica, arte, il buon cibo della famiglia, andare oltre il primo calice di birra cogli amici. E poi, se non l’avete ancora notato dalle foto, era un dannatissimo bel fusto.

Ma Jack era allo stesso modo arrabbiato, frustrato, non si risparmiava, era un testone. Era arrabbiato perché vedeva che la nostra società non va ad aiutare chi più ne ha bisogno. Era frustrato perché l’élite politica ha dimenticato l’importanza di essere onesti. Non si risparmiava nel raddrizzare quel che trovava storto nella sua vita. Dedicava tutte le sue energie agli scopi del team Learning together: un programma pionieristico che metteva insieme studenti universitari e carcerati affinché condividano le loro visioni personali sulla giustizia. Diversamente da molti di noi, Jack non soltanto andava a lavoro. Viveva e soffiava fiamme nella ricerca di un posto migliore per l’umanità, specie per chi è nel bisogno.

Se Jack potesse scrivere un commento sulla sua morte, sul tragico incidente di venerdì 29 novembre, avvamperebbe dall’ira. Avrebbe capito in anticipo quali sarebbero state le reazioni, tutte le parole che sono state spese. Avrebbe capito sul nascere, con chiarezza viscerale, tutte le reazioni politiche.

Sarebbe carico di rabbia inespressa per la sua morte e la sua vita adoperate per proseguire in un’agenda politica di odio – quello contro cui lottava. Non dovremmo scordarlo mai. Quel che Jack vorrebbe da noi è che varcassimo la soglia che ha sfondato per noi con i suoi stivaletti neri da ragazzo alla moda.

Una soglia che dà su un mondo dove non ci si deve rinchiudere e gettar via la chiave. Dove non si lanciano frasi di senso incompiuto, dove non si obbligano le persone a fare questo o quest’altro. Dove non si tagliano i budget delle prigioni, dove ci si concentra sulla riabilitazione del criminale e non sulla vendetta. Dove non si minano alla base i servizi pubblici, i quali sono i battiti cardiaci della nostra nazione. Jack credeva nell’intrinseca bontà dell’uomo, e avvertiva una responsabilità per proteggerla. Con tutto questo, Jack continua a marciare.

Prendete spunto dalla sua intelligenza, la sua spinta, infiammatevi della sua stessa rabbia, spegnete gli odi con la gentilezza. Non mollate la presa.

Per Jack Merritt. Ora e sempre”.

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Aggiungeremo solo che Jack era tra gli studenti coinvolti per l’iniziativa presso London Bridge nel cuore della capitale e stava spiegando al pubblico le idee del team di Cambridge riguardo la riabilitazione dei criminali. Le cose sono andate proprio al contrario, Jack e un’altra studentessa sono stati pugnalati da un’estremista di 28 anni (a cui era stata decurtata la pena). Il diavolaccio in seguito si è diretto sul ponte, dove è stato disarmato da un uomo del Servizio inglese che avete visto su qualche prima pagina di giornale in cappotto nero. Dopodiché il terrorista è stato consegnato al suo paradiso dalla squadra degli emergency services.

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I ponti di Londra sono sotti gli occhi di Dio. Passarli è come percorrere un sentiero pericoloso e vigilato da uomini che non si sa bene cosa facciano e perché. Più che angeli custodi, gli agenti di Sua Maestà sono uomini di servizio. Con la minuscola. Senza riconoscimenti. Subito bruciati, appena i giornali ne pubblicano le foto in prima pagina.

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C’è una linea tratteggiata tra il criminale e l’uomo che lo vigila. I mali dello spirito, il terrorismo dei nostri giorni, è continuamente tenuto sotto controllo e con un margine di dieci ore si riesce a sapere dove serve rinforzare le protezioni. L’evento di propaganda sulle carceri di venerdì era sensibilmente a rischio. È stato contenuto il numero delle vittime, ma la giovane età dei due studenti pesa come un macigno.

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Non abbiamo in letteratura molte lettere di un genitore al figlio scomparso. Per questo il messaggio di Mr Merritt andava tradotto. La sentenza di Leanne O’Brien, la ragazza di Jack, è stata invece ripresa dai social ed è finita sui giornali: “Amore mio, sei fenomenale e hai riaperto quelle porte che la società si era lasciata alle spalle. Insieme saremo noi il cambiamento”. Si può stare zitti e non commentare.

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In realtà qualcosa di letterario c’è sempre. Il lavoro del Servizio, al limite tra legalità e contatto col crimine, è sempre dato per garantito in UK, anche quando le voci giovanili richiedono più servizi sociali, più disponibilità verso i detenuti ecc. Nonostante ciò, la realtà è sempre quella. Per due vite di giovanissimi andate distrutte, c’è un pezzo di sicurezza in meno, un frammento saltato nel mosaico instabile di Londra.

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Ecco come Dickens descrive nell’anno di grazia 1853 la vita squallida delle spie, insinuate in mezzo ai relitti della società. Non fosse stato per l’agente sul ponte, Londra piangerebbe altri morti. (Andrea Bianchi)

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Dickens, Casa desolata, XXVI

Mattina invernale, che posa i suoi occhi sciocchi e la sua faccia giallobruna sui dintorni di Leicester Square e vi trova i suoi abitanti del tutto contrari a levarsi dal letto. Molti di questi non sono mattinieri della brillante prim’ora, quanto invece uccelli notturni che rimangono appollaiati quando il sole è alto e sono ben desti e pronti a dir le preghiere perché le stelle compaiano il più presto. Dietro tendine di color marrone chiaro spento, raccolti nei sottotetti, pronta a fregarvi [skurring] sotto nomi più o meno falsi, con falsi capelli, falsi titoli, falsa gioielleria e false storie provate, tutta una colonia di briganti è lì a mentire, anche quando dorme. Gentiluomini che indossano abiti presi dalla stoffa del tavolo di biliardo si riversano in strada, tutta gente che potrebbe discorrere, per esperienza personale, di esotiche retrobotteghe e di beghe locali; spie di governi ben messi, eternamente percorse da brividi di debolezza e miserabile paura, insieme a gente rotta al tradimento, codardi, prevaricatori, scommettitori, eterni appiedati [shuffler], ladri matricolati [swindler] e falsi testimoni; alcuni non privi del marchio di fuoco sotto il loro lurido cuoio capelluti; tutti più crudeli di un Nerone, più criminali di una Newgate”.

*traduzione di Andrea Bianchi