Il pallonetto/ Il destino ti scava nella carne: Icardi e Wanda vanno a Parigi e Higuain risorge contro il Napoli (è lui, ora, “il nove”). Non è un caso, è destino

Posted on Settembre 02, 2019, 1:59 pm
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Il destino t’incide la pelle, ti scava nella carne, ti drena il sangue. Ti trasforma.

È infallibile, come Higuain quando gioca contro il Napoli; e inflessibile, come i legni sentenziosi dell’Olimpico.

È beffardo, come il sillogismo che non regge alla prova dei fatti. Pensateci bene, alle aspettative sulla nuova serie A, quelle dei grandi difensori e delle difese di ferro, saldate dagli innesti di De Ligt e Godin, dal cambio di casacca di Manolas che avrebbe dovuto rendere la prima linea del Napoli impermeabile a qualsiasi tempesta d’attacco, fosse stata di Ronaldo, Lukaku o Ciccio Caputo.

E invece è la serie A degli attaccanti, dei gol, soprattutto del gol in più, e non di quello in meno. Della rivale per lo scudetto che subisce 7 gol in 2 partite, dei campioni in carica che ne beccano 3 in 15 minuti, del Toro che ne fa più della macchina atalantina, di Berardi che, come ogni inizio anno ci illude di aver un altro buon attaccante azzurro.

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E poi il destino stronzo, cinico e ’nfame, che stampa sui pali la grande prova di Zaniolo – diventato improvvisamente adulto dopo un paio di tirate di orecchie estive –, anziché regalare a lui una prestazione sontuosa e, a noi, miseri spettatori, una partita con 6 reti. O il destino semplicemente severo, come un genitore. Come quando manda Khedira sulla traversa (pure lui) ricordandogli che è già passato da esubero a inamovibile: gli avesse regalato pure il gol si sarebbe montato la testa. Conoscendo il tedesco, non pensiamo lo avrebbe mai fatto, ma i fatti senza narrazione si perdono tra le sabbie del tempo – riempirli di senso è l’unica cosa che ci resta prima di chiudere gli occhi e sognare.

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Il destino come crocevia, come sintesi e simbolo. Quello di Icardi che si lega a Parigi e al suo club (qui il servizio su Sky). Storie del decadimento, di Grandeur annunciata e fallita, coperta di ridicolo e sbeffeggiata; storie di un avvitamento incomprensibile verso il peggio, di una lingua, quella francese, che da Mosca a Londra ha fatto posto all’imperialismo anglofono dopo la gloria ottocentesca; storie di malaffari, di femmine, di una showgirl sbranata da les regles du jeux che non ha mai fatto intendere di voler conoscere e che ora, dopo averla sputata, pretendono di fare lo stesso con il talento del marito; storie di un club senza storia, convinto che le vittorie si misurassero in petrodollari, prima di ritrovarsi con uno spogliatoio sottosopra, un monte ingaggi insostenibile, un investimento in ingestibile e un futuro incerto; storie di arabi alla ribalta e di disperazioni: vi sarà possibilità di invertire il giro della trottola senza farla cascare? O periranno i 3, insieme?

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Il destino come personalità e costrizione. La personalità di Gonzalo Higuain, tornato dall’inferno (rossonero) e resuscitato alla vista celeste delle casacche partenopee. Se ve lo state chiedendo, la risposta è si: era lui, a beccarsi un rosso l’anno scorso e ad urlare in faccia a Ronaldo, era sempre lui ad accomodarsi in panchina a Baku e a guardare il “suo” Chelsea strapazzare l’Arsenal. Lui, sempre lui, a rispondere coi gol alla non assegnazione della 9, alla non vendita della sua maglia, al prurito della dirigenza nell’avere in squadra un esubero tanto pesante. Religiosamente. È un caso che le risposte arrivassero contro il Napoli? La nemesi del nemico De Laurentiis. Non era caso, amici lettori: è Destino. Lo stesso che ha manovrato il destro del Nove (per me, da oggi lui è Il Nove), proprio contro la sua vecchia squadra, proprio in faccia a Koulibaly, che sabato è stato destino pure lui, ma nella maniera opposta al Nove: la sua parte ineluttabile e ineffabile: la costrizione.

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La sfiga. Perché si, esiste anche quella. Che Koulibaly sia la condanna degli azzurri è un errore persino scriverlo. Rimane sul podio dei centrali in Italia. Ma gli è passato sopra la schiena Zaza; ha deciso che avrebbe buttato nella pattumiera il campionato del 2017/2018 atterrando Simeone a Firenze. E ora questa. Ma, per chi sa aspettare, il destino sa pure regalare: perché soprattutto, il destino è equilibrio, in fin dei conti.

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Anche se non sai quando i conti si regolano, né quanto soffrirai. Ti trasforma, il destino – ti scava nelle ossa.

Jonathan Grassi

*Qui potete vedere gli highlights della seconda giornata del Campionato di calcio di Serie A