La canzone italiana? Ad ascoltare Elettra Lamborghini sembra defunta. Tranquilli: sopravvive benissimo. Fuori dal Festival di Sanremo

Posted on Febbraio 11, 2020, 11:41 am
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La canzone italiana sopravvive. Di certo si è trasformata, perché coloro che l’hanno resa grande, autori come Califano, Mogol, Tenco, De André e tanti altri hanno tirato le cuoia o hanno la penna scarica, o non sono più al passo coi tempi.

Ma la musica non è finita, sembra solo che le novità più interessanti siano meno avvezze ai vecchi sistemi. Quello che è certo, davvero certo, è che la canzone italiana, quella nuova almeno, non passa neanche di striscio sul palco dell’Ariston. Forse è anche per questo che nonostante le polemiche che hanno il vanto di far parlare di sé, e gli sforzi per sintonizzarsi con un pubblico più giovane, Sanremo resta l’esempio tragico di un’Italia che non è al passo nemmeno con sé stessa. Imbarazzante quando prova a imitare gli altri o incapace di valorizzare al meglio le proprie qualità, aggrappandosi così ai tempi che furono. Il festival già da qualche anno prova a tendere una mano al pubblico più nostalgico e l’altra ai più giovani. Tutto lecito, più o meno. Meno se Ultimo rischia di arrivare per primo. E insieme a Ultimo tanti altri cantanti che avranno pure il vanto di essere famosi, specialmente tra i più giovani, ma che ricordano pochissimo la forza lirica dei testi delle grandi canzoni che ci piace ricordare.

Quest’anno abbiamo rischiato l’estasi e raschiato il fondo ascoltando il sedere della Lamborghini che balla e che canta: “Mi piace la musica fino al mattino/ Faccio casino lo stesso ma non bevo vino/ Ridi cretino/ La vita è corta per l’aperitivo/ Innamorata di un altro cabrón/ Esta es la historia de un amor/ Non mi portare a Parigi o ad Hong Kong”. Poteva andare peggio solamente se Masini avesse tirato fuori la storica cover di Nothing Else Matters dei Metallica. Insomma, guardando Sanremo abbiamo avuto l’impressione che la canzone italiana sia conciata davvero male, soprattutto durante i primi piani su Rita Pavone. Ma se cercate bene, neanche tanto, la musica italiana resiste, suona benissimo e ci sono davvero molti artisti che meritano di essere ascoltati. La canzone italiana infatti sopravvive solo fuori dal festival dell’imbarazzo. L’edizione di quest’anno resta memorabile più per le litigate che per le canzoni che, al contrario, sembrano piuttosto facili da dimenticare.

Alessandro Paglialunga