“Non esiste nessun libro di poesia come i Cantos”: per capire Ezra Pound dobbiamo volare in Argentina

Posted on Aprile 08, 2019, 6:17 am
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Ezra Pound è la misura della miseria culturale italiana, delle sue velleità, dei suoi problemi a fare i conti con la Storia. Il poeta più influente del secolo scorso, il poeta decisivo, ha scritto i Cantos riferendosi a Dante, è nato alla poesia nel 1908, a Venezia, stampandosi il primo libro in versi, A lume spento, e lì, biografia in forma di sfera, è sepolto, nel Cimitero di San Michele. All’Italia è legata la vita più proficua e più tragica di Pound, che in Italia tornò, nel 1958, dopo l’infamia dell’arresto e della prigione nel manicomio criminale americano; in Italia, presso Merano, vive la figlia di Pound, Mary, custode di memorie, opere, cimeli. Eppure, da anni, si spera nella pubblicazione ragionata e consapevole delle sue opere, finora parziali (i volumi nei ‘Meridiani’ Mondadori), lasciate alla casualità editoriale, alla buona volontà di studiosi e di piccoli editori. Il progetto, per altro, sarebbe lecito almeno sulla scia del successo del libro-intervista di Alessandro Rivali, Ho cercato di scrivere Paradiso, edito da Mondadori lo scorso anno. L’idea di far ritradurre i Cantos per voce di diversi poeti italiani – costruita per gioco, anni fa, insieme all’editore Raffaelli – resta tra le nuvole, come una Gerusalemme celeste del si può fare, si farà, chissà. Al contrario, con una energia che pare inesauribile, è il mondo spagnolo, in specie argentino, ad aver riscoperto il genio di Pound. La rivista “Buenos Aires Poetry”, capitanata da Juan Arabia, da anni si occupa di Pound, traducendo testi altrimenti ignotiExultations, Lustra, in previsione A lume spento – studi – cito quello di Jorge Fondebrider, eccelso traduttore e ottimo poeta su El credo político de Ezra Pound – e svariati materiali – lettere di Pound, oppure articoli e reportage che lo riguardano. L’evento straordinario, poi, è accaduto l’anno scorso: il poeta e accademico di Buenos Aires Jan de Jager ha realizzato la traduzione completa dei Cantos per la casa editrice di Madrid, Editorial Sexto Piso, e la prefazione di Giorgio Agamben. Intorno a questa impresa culturale straordinaria, il 24 e il 25 aprile prossimo, presso la Biblioteca Nacional di Buenos Aires, mitica ‘casa’ di Jorge Luis Borges. Al convegno su “Ezra Pound en la Argentina” parteciperanno, tra gli altri, Juan Arabia e Jorge Fondebrider, che ho immediatamente invitato al dialogo. (d.b.)

Che influenza ha avuto Ezra Pound per la letteratura argentina?

Jorge Fondebrider: I modi e le forme con cui uno scrittore di un’altra lingua influisce in una certa lingua sono molteplici e difficili da descrivere. Sono propenso a credere che Pound ha avuto un impatto speciale su tutta l’America latina perché l’impronta da lui lasciata si può leggere dal Messico all’Argentina. L’importanza di alcuni poeti sui quali ha influito come, per esempio, Ernesto Cardenal, José Coronel Urtecho, Mirko Lauer, Juan Gelman, tra gli altri, è stata determinante soprattutto perché ha contribuito a creare una poesia di immagini che mise fine al modello di Neruda basato su semplici metafore. Poi, prese ancora più consapevolezza della lingua in quei paesi in cui la lingua, grazie a Borges, era già ultraconsapevole.

Juan Arabia: Mi sembra molto interessante quanto detto da Fondebrider in merito all’introduzione delle immagini al posto delle semplici metafore, predominanti nell’opera di Neruda. Come sappiamo attraverso le sue lettere, a Pound non piaceva il Premio Nobel cileno né la sua opera. Borges d’altro canto, era pienamente consapevole dei progressi compiuti da Pound (chiunque può verificare questo nel suo libro Borges Profesor, corso di letteratura inglese all’Università di Buenos Aires) ma non applicò mai nessuno alla sua opera o alla sua propria formazione intellettuale. Gelman potrebbe essere un caso più fortunato, almeno in merito all’introduzione del monologo drammatico (che Pound eredita da Browning e Rossetti) ma è chiaro che Pound è ed è stato letto a partire da un processo di “mediatizzazione politica”. Gelman è soltanto il risultato di una forma di politicizzazione e mediatizzazione. Voglio dire che, almeno per quanto riguarda la letteratura argentina, troviamo difficilmente feconda la scia formativa poundiana. Si conoscono maggiormente le sue sfumature mediatiche, politiche. Nessun poeta fu attraversato, almeno esteticamente parlando, dalla scia di Pound. Nessun poeta alzò la voce in merito a temi come il trobar clus (ermetico, chiuso) di Arnaut Daniel o Marcabrú. Nemmeno di Villon. Nessun poeta, attualmente, studia le forme della sestina o inverte i versi come Raimbaut d’Aurenga. Questa parte di Pound è stata sotterrata e lui – involontariamente – fu colpevole di questo processo. La poesia non è contingenza, è eternità.

Come può essere tradotta in spagnolo la poesia ‘enciclopedica’ di Pound?

JF: La poesia enciclopedica di Pound può essere tradotta in qualsiasi lingua che sia disposta a seguire questo progetto enciclopedico. Senza considerare che esistono studi molto approfonditi che consentono di situare il contesto di molte poesie e risolvere i problemi legati a riferimenti oscuri.

JA: Credo che Pound abbia trascinato con sé molte tradizioni e tutta la sua opera ne è testimone. Solamente un rapporto di tipo dialogico tra i suoi lavori (A Lume Spento, Exultations, Canzoni, Ripostes, Lustra, Cathay... The Cantos) può gettare miglior luce sui testi. La questione è meramente metaletteraria, oltre che idiomatica. Sono convinto che Pound, sostanzialmente, si percepisse come un ‘trovatore’. Quando rende tributo a Mussolini (“the boss”) lo fa nella stessa forma in cui un trovatore dedicava un planh a un giovane re.

Che cosa di Pound è stato tradotto in Argentina, e che cosa manca?

JF: La prima antologia di Pound fu tradotta in Argentina alla fine del 1950. Fu realizzata da Carlos Viola Soto per la casa editrice Fabrial. Poi, si sono succedute molte traduzioni episodiche e frammentarie, soprattutto delle poesie precedenti ai Cantos. Diverse riviste, tra cui Diario de Poesía che ha un posto privilegiato, si sono occupate negli anni Ottanta di offrire recensioni e nuove versioni. Buona parte di questo materiale è stata raccolta da Jorge Aulicino in Argentarium, un volume pubblicato da Ediciones en Danza nella seconda metà degli anni 2000 e che offriva una panoramica piuttosto completa del “Pound argentino”. Attualmente Juan Arabia e Buenos Aires Poetry, sua casa editrice e rivista, stanno pubblicando per la prima volta i primi volumi completi sotto forma di libri autonomi. L’ultimo grande sforzo argentino è costituito dalla traduzione dei Cantos realizzata da Jan De Jager e pubblicata in Spagna dalla casa editrice messicana Sexto Piso.

JA: Sì, mancherebbero infatti i primi volumi completi. Nel 2016 uscì la mia traduzione di Lustra per i tipi di Buenos Aires Poetry. Nello scorso anno ho preparato Exultations. L’idea è poi continuare con A Lume Spento, Canzoni, Ripostes

Qual è complessivamente, a suo avviso, il valore dell’opera di Pound?

JF: A mio avviso Pound è uno dei poeti più grandi del XX secolo. Tuttavia i suoi insegnamenti vanno oltre la poesia in sé e includono la letteratura in generale, considerata quest’ultima un continuum tra il passato e il presente, con una proiezione verso il futuro. Grazie a Pound non solo ho imparato a comporre (in un senso sia musicale che strutturale) ma sono anche riuscito a leggere il passato con occhi diversi.

JA: Non esiste nessun altro libro di poesia come i Cantos di Ezra Pound. Diversamente da quanto è stato scritto, questo libro racchiude il meglio di ogni singola tradizione e nella propria rispettiva lingua: dalla poesia greca e orientale, ai trovadores provenzali, il dolce stilnovo di Guido e Dante fino alla rinascita di Villon e l’epoca vittoriana guidata da Robert Browning. “Soltanto Pound”, disse Eliot, “è capace di vederli come esseri viventi”.

La biografia ‘politica’ di Pound, che ha in parte influenzato il suo lavoro, è causa di dibattito e di polemica in Argentina?

JF: Buona parte delle avanguardie dell’emisfero nord, per quanto possa dispiacerci, è stata più vicina alla destra che alla sinistra. Siccome ci risulta molto difficile tollerare questa idea, abbiamo cercato di capovolgere questa visione ma né Thomas S. Eliot, né Wallace Stevens, né E. E. Cummings, né William Carlos Williams, né molti altri artisti importanti sono stati vicini alla sinistra. Per non parlare poi dei russi, dei tedeschi e, probabilmente, anche dei francesi. Suppongo che soltanto un’operazione assai perversa farebbe di Ungaretti, Montale o Saba degli scrittori di sinistra, non è così? Portando il discorso oltre, Louis-Ferdinand Céline, il romanziere francese più importante della prima metà del XX secolo era indubitabilmente nazista. E tuttavia scrisse un libro straordinario che sopravvive alle idee politiche del suo autore. Credo con Pound succeda la stessa cosa, solo che le circostanze della sua detenzione a Pisa, il processo e la reclusione furono così spettacolari da magnificare l’importanza delle sue idee oltre l’importanza dei suoi testi. È curioso che molti poeti di sinistra come Juan Gelman o Cardenal in primis riconoscano Pound tra i poeti più importanti della storia e ritengano il suo canto sull’usura una delle poesie più anticapitaliste che siano mai state scritte.

JA: Credo che questo dibattito sia molto più sentito in Italia che in Argentina o in casi come la negligente critica statunitense (penso ad esempio ad Harold Bloom). Bloom esclude dal suo “canone” accademicista Pound, Allen Ginsberg. Fondamentalmente viene lasciato fuori come critico. Pensiamo a Ginsberg, per esempio, che lottò radicalmente per i diritti (etici, sessuali, ecologici) dell’umanità e ammirava e difendeva Ezra: “È un gruppo di scolastici neo-fascisti ad attaccare Pound, i trafficanti neo-reazionari della CIA attaccano Ezra Pound. Irving Kristol che attacca Ezra Pound, Irving Kristol che fu uno degli editori della rivista Encounter quando era finanziata dalla CIA, un gran avvocato della legge e dell’ordine accademico che scrisse a Harper e Row dicendo che il libro dove si rivelava la complicità della CIA nel traffico dell’oppio in Indocina doveva essere mostrato all’agenzia affinchè lo censurasse (il che portò alla censura del libro ancor prima della sua pubblicazione). I… K… che ebbe la faccia tosta di scrivere a The New York Times sostenendo che Pound non meritava un premio perché era una persona moralmente corrotta. I… K… che aveva appena firmato un articolo dove diceva che avrebbe votato per l’assassino Nixon! Questo è un vero sparo del Karma”.

*Traduzione dallo spagnolo della professoressa Mercedes Ariza

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What influence did Pound have in Argentine literature?

JF: Las formas que tiene un escritor de otra lengua de influir sobre una lengua dada son múltiples y difíciles de describir. Me inclino a pensar que Pound tuvo un impacto especial en toda Latinoamérica porque su huella puede leerse desde México a la Argentina. La importancia de algunos de los poetas en los que influyó, como, por caso, Ernesto Cardenal, José Coronel Urtecho, Mirko Lauer, Juan Gelman, etc., pudo haber sido determinante, sobre todo porque ayudó a crear una poesía de imágenes que rompiera con el modelo de Neruda, que es uno de simples metáforas. Luego, sumó todavía más conciencia de la lengua en países donde la lengua, Borges mediante, ya era ultraconsciente.

JA: Me parece muy interesante lo que plantea Fondebrider respecto a la introducción de las imágenes en reemplazo de las simples metáforas, predominantes en la obra de Neruda. Como sabemos, y por medio de cartas, Pound no gustaba de la obra ni del personaje del premio nobel chileno.

Borges, por otro lado, era plenamente consciente de los avances de Pound (cualquiera puede comprobar esto en su libro Borges Profesor, clases de literatura inglesa en la Universidad de Buenos Aires) pero nunca aplicó ninguno de estos en su obra o en su propia formación intelectual.

Gelman podría ser un caso más afortunado, al menos en lo que respecta a la introducción del monólogo dramático (que Pound hereda de Browning y Rossetti), pero lo cierto es que Pound es y fue leído a partir de un un proceso de “mediatización política”. Gelman es sólo el resultado de una forma de politización y mediatización.

Quiero decir, al menos en lo que respecta en literatura argentina, difícilmente encontramos la estela formativa poundiana. Se aproximan más sus matices mediáticos, políticos.

Ningún poeta fue atravesado, al menos estéticamente hablando, por la estela de Pound. Ningún poeta levantó la voz respecto a temas como el trobar clus (hermético, cerrado), de Arnaut Daniel o Marcabrú. Tampoco de Villon. Ningún poeta, actualmente, estudia las formas de la sextina, o invierte versos como Raimbaut d’Aurenga. Esa parte de Pound fue enterrada, y él -involuntariamente- fue culpable de este proceso.

La poesía no es contingencia, es eternidad.

How can Pound’s encyclopedic poetry be translated into Spanish?

JF: La poesía enciclopédica de Pound puede traducirse a cualquier lengua dispuesta a seguir ese trayecto enciclopédico. Sin contar que existen estudios muy detallados que permiten ubicar el contexto de muchos de los poemas y allanar los problemas de referencias oscuras.

JA: Creo que Pound arrastró consigo muchas tradiciones, y toda su obra es testigo. Sólo y a partir de una relación dialógica entre sus trabajos (A Lume Spento,Exultations, Canzoni, Ripostes, Lustra, Cathay… The Cantos), puede arrojar mejor luz sobre los textos. El asunto es propiamente metaliterario, además de idiomático.

Estoy convencido que Pound, finalmente, se sentía un trovador. Si le rendía tributo a Mussolini (“the boss”) lo hacía de la misma forma que un trovador le dedicaba unplanh a un joven rey inglés.

What should be translated of Pound in Argentina, what is missing?

JF: La primera antología de Pound en la Argentina se tradujo a fines de la década de 1950. La hizo Carlos Viola Soto, para la editorial Fabrial. Luego, hubo muchas traducciones episódicas y fragmentarias, sobre todo de los poemas previos a los Cantos. Varias revistas, entre las cuales Diario de Poesía ocupa un lugar destacado, se ocuparon en los años ochenta de ofrecer informes y nuevas versiones. Buena parte de ese material fue reunida por Jorge Aulicino en Argentarium, un volumen publicado por Ediciones en Danza a mediados de la segunda década de los años 2000, que ofrecía un panorama bastante completo del “Pound argentino”. En la actualidad, Juan Arabia y su editorial y revista Buenos Aires Poetry están publicando por primera vez los volúmenes tempranos completos, como libros autónomos. El último gran esfuerzo argentino lo constituye la traducción de los Cantos completos, realizada por Jan De Jager y publicada en España por la editorial mexicana Sexto Piso.

JA: Sí, lo que estaría faltando son los volúmenes tempranos completos. En 2016 salió por Buenos Aires Poetry mi traducción de Lustra. Para este mismo año, además, preparo Exultations. La idea es seguir con A Lume Spento, Canzoni, Ripostes…

What is the overall value of Pound’s poetry, in your opinion?

JF: Pound es, para mí, uno de los poetas más grandes que produjo el siglo XX. Pero sus enseñanzas van más allá de la poesía en sí misma y abarcan la literatura en general, considerada ésta como un continuo entre el pasado y el presente, con proyección hacia el futuro. Con Pound, además de haber aprendido a componer (en un sentido tanto musical como estructural) también me permitió leer el pasado con ojos nuevos.

JA: No existe libro de poesía en la historia como The Cantos de Ezra Pound. Porque a diferencia de todo lo escrito este libro reúne lo mejor de cada una de las tradiciones y en sus propias lenguas: desde la poesía griega y oriental, pasando además por los trovadores provenzales, el dolce stil nuovo de Guido y Dante, hasta el renacimiento de Villon y la época victoriana, con Robert Browning a la cabeza. “Sólo Pound”, dijo Eliot, “es capaz de verlos como seres vivos”.

Is the political, biographical life of Pound, which has partly influenced his work, a cause for debate in Argentina?

JF: Buena parte de las vanguardias del hemisferio norte, aunque nos pese, han estado más cerca de la derecha que de la izquierda. Como nos resulta muy difícil tolerar esa idea, hemos intentado dar vuelta la cosa, pero ni Eliot, ni Wallace Stevens, ni e.e. cummings, ni William Carlos Williams, ni muchos otros vanguardistas importantes han estado cerca de la izquierda. Para no hablar de los rusos, de los alemanes y, probablemente, de los franceses. Supongo que sólo una operación muy perversa haría de Ungaretti, Montale o Saba escritores de izquierda, ¿no? Llevando las cosas más lejos, Louis-Ferdinand Celine, el novelista francés más importante de la primera mitad del siglo XX era lisa y llanamente nazi. Y sin embargo escribió un libro extraordinario que sobrevive a las ideas políticas de su autor. Con Pound, creo, pasa un poco lo mismo, sólo que las circunstancias de su detención en Pisa, su juicio y reclusión fueron tan espectaculares que magnifican la importancia de sus ideas más allá de la importancia de sus textos. Curiosamente, muchos poetas de izquierda, con Juan Gelman o Cardenal a la cabeza, reconocen en Pound a uno de los más importantes poetas de la historia y creen que su canto sobre la usura es uno de los más importantes poemas anticipatalistas que se hayan escrito.

JA: Creo que ese debate se da mucho más fuerte en Italia que en Argentina, o en casos como la negligente crítica norteamericana (casos como el de Harold Bloom). Bloom, por ejemplo, excluye de su “canon” academicista a Pound, así como a Allen Ginsberg. Básicamente, y con esto, se deja fuera a él mismo como crítico.

Pensemos en Ginsberg, por ejemplo, que luchó radicalmente por los derechos (éticos, sexuales, ecológicos) de la humanidad, y admiraba y defendía a Ezra: “Es un grupo de escolásticos neo-fascistas que atacaban a Pound, los traficantes neo-reaccionarios de la CIA atacando a Ezra Pound. Irving Kristol atacando a Ezra Pound; Irving Kristol, quien fue uno de los editores de la revista Encounter cuando era financiada por la CIA, un gran abogado de la ley y el orden académico, que escribió a Harper and Row diciendo que el libro donde se revela la complicidad de la CIA con el tráfico de opio en Indochina debían mostrárselo antes a la agencia para una censura previa (lo que condujo a que el libro fuera censurado antes de ser publicado). I… K… quien tuvo el descaro de escribir a The New York Times afirmando que Pound no merecía un premio porque era una persona moralmente corrompida. ¡I… K… que acababa de firmar un remitido donde decía que iba a votar por el asesino Nixon! Esto es como un disparo Karma”.