Illibata, forse lesbica (amoreggiava con la Callas), amica di Gianni Agnelli e di Eisenhower, Miss Elsa Maxwell odiava le donne emancipate e organizzava le feste dei ricchi. Un ritratto sinistro e poco erotico

Posted on Agosto 26, 2019, 8:24 am
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Miss Elsa Maxwell è illibata, non ha mai fatto sesso in vita sua, ma proprio mai mai mai, nemmeno un minimo di preliminari, a 16 anni ha dato un bacio a stampo sulla bocca, per ritrarsene subito disgustata. Miss Maxwell reputa far sesso ripugnante solo a pensarci, e questo non sarebbe proprio un male, è una scelta, se non un orientamento sessuale definito, il guaio è che Miss Maxwell ci ha scritto su un libro che è una grande delusione. Ho sposato il mondo è un titolo accattivante e una lettura godibile, Miss Maxwell è stata una signora penna, celeberrima firma per testate Hearst, ma che razza di mondo-marito puoi avere quando lo guardi dall’alto della tua puzza sotto il naso? Miss Maxwell è stata sempre amica esclusiva di gente ricchissima, aristocratici e teste coronate, i quali sono perseguitati dal medesimo cruccio esistenziale: non sanno come divertirsi. Così Miss Maxwell per tutta la vita si è ‘sacrificata’ ad organizzare feste bizzarre che li allontanassero dalla noia, e giocando con loro pomeriggi interi a ‘Nomi Cose Città’ (!), distraendoli, non contrariandoli mai.

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Miss Maxwell rientra di certo nella categoria degli asessuali, le persone che non nutrono alcun interesse verso il sesso. Tuttavia, forse deviate dalla predilezione di Miss Maxwell a travestirsi da uomo nei balli in maschera, fonti indiscrete le hanno attribuito vari amori lesbici (uno su tutti con Maria Callas), e nel libro si legge di un esagerato trasporto per alcune sue amiche – piene zeppe di soldi, che per periodi l’hanno pure mantenuta – che lascia il lettore nel dubbio. È invece chiaro che la mia antipatia nei confronti di Miss Maxwell è di classe sociale. Sono io infatti fieramente proletaria, quindi senza speranze secondo il metro di valutazione della signora: nel suo libro ti fa due p*lle così su nomi e antenati e titoli nobiliari da ostentare in particolar modo se sei donna, perché secondo Miss Maxwell per una donna che si rispetti e non nasce ricca non v’è altro scopo che fare un buon matrimonio, lasciare i figli alle tate, e chiudere occhi e orecchie davanti alle infedeltà del marito. Solo in casi di vedovanza al verde alla donna è riservata la facoltà di occuparsi di se stessa, e solo per sposare un nuovo rampollo. Per il resto, che si occupi di  opere di beneficienza, di vestiti, scarpe, cappellini, e balli e feste di Miss Maxwell! La quale adora combinare matrimoni, infatti è grazie a lei che Cary Grant ha incontrato e sposato l’ereditiera scema Barbara Hutton, e Rita Hayworth il principe Khan, che l’ha fatta tanto soffrire.

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Cosa odia di più Miss Maxwell? Le donne che prendono in mano la propria vita, ce la fanno da sole, e tra queste le peggiori sono quelle a cui madre natura ha donato la bellezza e la gioia di far sesso, come Jayne Mansfield. Anche gli uomini seducenti cadono nel ribrezzo di Miss Maxwell, per primo quell’osceno sculettatore di Elvis Presley. Miss Maxwell detesta gli esponenti della Lost Generation, uomini che passano il tempo a bere, e in compagnia di quella donna di dubbia moralità che si chiama Gertrude Stein, e poi, ma che vergogna, quel sesso descritto nei loro libri! Per non parlare dei loro nipotini Beat, ugualmente riprovevoli per la loro letteratura, il loro whisky e gli scambi di letto. Soltanto due uomini hanno fatto ‘fremere’ Miss Maxwell, e per il tempo di un pensiero: Cole Porter e il principe Alì Khan. Non so quest’ultimo, ma su Cole Porter il mio sapere proletario sa un’altra verità: era infatti tale genio omosessuale e promiscuo, e se non mi credete guardate Scotty, l’amante segreto di Hollywood, il documentario in cui Scotty Bowers, vecchio gigolò Full Service (così ha titolato il suo pruriginoso memoir), racconta le sue ammucchiate omosex con mezza Hollywood, e che Porter deteneva il record di averlo fatto con 15 uomini in una volta.

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Elsa Maxwell e gli uccelli: immagine pubblicata su “Vogue”, 1936

In Ho sposato il mondo, l’Italia non ne esce bene: Miss Maxwell ha conosciuto Mussolini in persona ma ha da lui rifiutato una medaglia fascista in quanto Miss Maxwell è fervente antifascista e noi siamo degni di lode solo perché siamo cattolici e quindi non divorziamo (almeno fino al 1970), poi perché negli anni ’50 ci è toccata come ambasciatrice USA Clare Boothe Luce, tanto amica di Miss Maxwell come tanto amico suo era Eisenhower; infine, perché avevamo quale nostro compatriota Gianni Agnelli, amico di Miss Maxwell, il quale (come tutti in famiglia prima durante e dopo di lui) aveva il pregio d’esser figlio di una nobile e di averne sposata una (tradizione immutabile che continua anche con gli Elkann, tranne Lapo, e sarà per questo che mi sta simpatico).

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Miss Maxwell ha saltellato di festa in festa, da nobile a nobile, fino a che un infarto l’ha uccisa il primo novembre 1963. Magari è stata più felice di me a risparmiarsi le torture che si provano a perdere la testa per qualcuno. Io, da proletaria, certo non mangio lardo piccante abbrustolito a puntino nella melassa come i duchi di Windsor, né sputo quando parlo come re Gustavo V di Svezia, ma mai rinuncerei a dar la caccia a chi mi toglie la pace di testa e di cuore, e credo che Miss Elsa Maxwell abbia perso un mondo nel privarsi del sapore di un uomo a letto, creandoci un’intimità che c’entra nulla col matrimonio né con quello che l’alta società comanda. Sarà pur gratificante ricevere 800 lettere a settimana da ammiratori che ti chiedono come si fa una festa riuscita, ma di sicuro ammuffisci a vivere da spettatrice pettegola passioni, amori, e inevitabili cadute, e sbagli, altrui.

Barbara Costa

*In copertina: la Callas sapete tutti chi è; l’altra è Elsa Maxwell