“Dio è lo scandalo”, entra nella casa di una famiglia perbene e fa sesso con tutti, sconvolgendo tutto: 50 anni fa esce “Teorema”, il film di Pasolini che fece inca**are destra, sinistra e Vaticano

Posted on settembre 28, 2018, 8:53 am
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“Dio è lo scandalo. Il Cristo, se tornasse, sarebbe lo scandalo. Lo è stato ai suoi tempi, e lo sarebbe oggi”. Diceva così Pier Paolo Pasolini, e proprio Dio è presenza spaventosa nel suo Teorema, uscito in pieno ’68, film che credo detenga questo record: ha fatto incazzare tutti, destra, sinistra, atei e credenti. Motivo di tanto livore? Il sesso, ovvio, perché in questo film Dio è nudo e scopa uomini e donne, a suo insindacabile volere e piacere.

TEOREMAC’era un’Italia, nel ’68, che non ricorda nessuno, un’Italia dove bastava che un semplice cittadino andasse al cinema, vedesse un film, e lo denunciasse perché non gli era piaciuto. Teorema passa la censura, è vietato ai minori di 18 anni ma nelle sale resiste un giorno, il tempo appunto che un cittadino di non so che lega anti pornografia, vada a vederlo, e poi corra dalle forze dell’ordine, a segnalare la presenza di “scorci di organi maschili” sullo schermo per coiti accompagnati da note di Mozart. Via al sequestro, al processo, alla possibile galera per regista e produttore: fortuna che un giudice sentenzia che non può esserci offesa in un’opera d’arte, però tra appello e ricorsi, Teorema rimane fuori dalle sale.

Tutti incazzati, per una sceneggiatura di 923 parole, per un film che non è un film ma quasi un documentario, dove un ragazzo bellissimo arriva nella casa di una famiglia ‘perbene’ di Milano, non dice niente ma fa sesso con ogni componente, uno per volta, compresa la domestica. Ne sconvolge l’esistenza e poi se ne va, e quelli allora odiano la vita di prima, la vogliono diversa, vogliono altro sesso, non ne vogliono più. Teorema spezza i nervi di chi lo guarda, fa incazzare a destra perché mette al muro la famiglia, e senza pietà, ma pure a sinistra, specie quella degli studenti in rivolta, perché è il ’68, e loro la pensavano così: siamo ribelli, siamo contestatari, il sesso, i valori li mettiamo in discussione noi e nessun altro e tu, Pasolini, già ci hai scocciato col tuo “Il PCI ai giovani” dandoci dei falliti, dei buffoni, peggio, dei borghesi come i nostri genitori, e ce lo ripeti in questo film che la nostra rivoluzione è ridicola, è noia scambiata per dissenso, è stomaco pieno, assenza di problemi e responsabilità grazie ai soldi di mamma e papà che tu fai scopare in video con chissà chi.

Pasolini TeoremaMa questo chissà chi la Chiesa pensa di riconoscerlo, è Gesù, o forse no, è un santo, ma quale, è san Francesco d’Assisi, no, è un angelo sterminatore, macché, è Satana. Teorema spacca il Vaticano, per le alte sfere è anatema, ma dagli altari più umili c’è chi capisce e loda. Pasolini non da risposte, indica la strada su la rivista Tempo, in una lettera aperta a Silvana Mangano, nel film di una bellezza inquietante, non ci si resiste a vederla, provateci voi. Scrive Pasolini: il protagonista di Teorema può esser un dio e può esser Dioniso, è Dioniso che arriva e sconvolge la quiete, porta alla pazzia, ci parla col sesso e ci mette davanti alla Verità turbandoci, e cambiandoci per sempre.

Teorema messo sotto accusa in Italia è un successo clamoroso all’estero, a Parigi si formano file di spettatori fuori dai cinema. Il cattolico Marcel Jouhandeau ne scrive mirabilie, ma se lui ha a scusante la sua penna demoniaca, quale sarà stata la motivazione di quei preti che nelle omelie esortavano i fedeli ad andare a vedere Teorema, cioè a posare gli occhi sul peccato?

Barbara Costa