“Sei un modello per molti di noi… un amore senza meschinità, senza gelosie”. Simone de Beauvoir: le lettere dei lettori sfidano tutti i tabù

Posted on Agosto 11, 2020, 12:10 pm
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La Cornell University Press ha dato notizia di un libro interessante, in uscita il 15 settembre. Sex, Love, and Letters raccoglie parte dell’oceanica corrispondenza – 20mila lettere conservate alla Bibliothèque Nationale de France – tra Simone de Beauvoir e i suoi lettori. Le lettere vanno dai tardi anni Quaranta – quando la De Beauvoir pubblica Il secondo sesso – agli anni Settanta, toccano tutti i temi (sessualità, omosessualità, brutalità coloniale francese in Algeria, femminismo…), in tutti i toni. Il curatore, Judith G. Coffin, è professore alla University of Texas di Austin. Al di là delle lettere in sé, utili per sondare il retroscena della storia dei ‘costumi’, affascina questo tema: “il testo offre uno sguardo sul potere della letteratura e sul potere dei lettori nel sedurre gli autori dei loro libri prediletti”. Ecco. Questo rapporto di dipendenza, quasi di cannibalismo, tra autore e lettore, affascina: siamo come sull’orlo di un patto, sempre sul punto di essere contraddetto. È come se gli scrittori, i lettori, la scrittura, congiurassero un’altra Storia, forse più autentica, un dispotismo delle idee, una poetica del vivere. Dalya Alberge ha dato in anteprima la notizia del libro, sul “The Observer”: qui traduco stralci del suo articolo. (d.b.)

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Al di là del comune scambio con i fan, queste sono lettere che testimoniano una eccezionale intimità tra autore e lettore. Uomini e donne chiedevano alla scrittrice consigli su ogni aspetto della loro vita: dal matrimonio al tradimento, dall’ambiguità sessuale ai diversi modi del sesso, dall’aborto ai sentimenti. Non era semplice, Simone De Beauvoir: aveva sfidato la nozione stessa di femminilità sostenendo che “non si nasce donna, lo si diventa”. Eppure, i lettori avevano fiducia in lei, confidandole i loro segreti più intimi. Nel 1962, cinque anni prima che l’omosessualità in Gran Bretagna non fosse più ritenuta un crimine, una donna di 36 anni le scrive in modo incredibilmente franco. “Sono quella che chiamano una pervertita, una lesbica. Io e la mia amica ci amiamo da anni. Può consigliarmi un dottore che attraverso un’operazione chirurgica mi sappia trasformare in uomo?”. Nel 1952 una insegnante francese di 39 anni confessa: “Non ho mai provato amore né sentimenti voluttuosi. Non sono molto carina, ma il mio corpo è piuttosto attraente. Nessuno è stato ancora in grado di farmi fremere dal desiderio”. Ben prima che l’aborto venisse depenalizzato in Inghilterra, nel 1967, una donna scrive “singhiozzando dalla disperazione” dopo aver subito un’operazione illegale, “sopra un tavolo lurido”.

La corrispondenza è stata studiata per la prima volta da Judith Coffin. “Nulla mi ha preparato al dramma che ho scoperto. Sfoghi fitti di proiezioni, identificazioni, aspettative, delusioni, passioni… Tutti gli scrittori ricevono lettere, ma non sempre le conservano, anzi. Questo significa quanto la De Beauvoir fosse legata ai suoi lettori”. Gran parte del materiale è intimo, per questo il curatore ha evitato di identificare i lettori. Una lettera di dieci pagine, del 1964, racconta la vita privata, “un fallimento”, di un uomo con l’amante, molto più giovane di lui, e della sua gelosia perché la donna lo ha tradito. Di questa corrispondenza possediamo anche la risposta della De Beauvoir. “Ero molto interessato alla sua lettera. Ma – con tutta la mia simpatia – lei sta agendo in malafede. Nulla in questa storia equivale al mio patto con Sartre. Intanto, avevamo più o meno la stessa età, mentre lei ha vent’anni più della sua padrona”.  

Il rifiuto della De Beauvoir di sposarsi con Sartre ispira molte lettere. Un lettore scrive: “Sei un modello per molti di noi… un amore senza meschinità, senza gelosie”. Alcune lettere svelano abusi domestici, all’epoca praticamente un tabù. “Non sono affatto felice con mio marito. È permaloso, è molto violento”, le scrive una donna.

I lettori che scrivono alla De Beauvoir appartengono a tutti i ceti sociali: dagli operai ai medici. La scrittrice morì nel 1986, ma la corrispondenza con i lettori non si è fermata. Molti le scrivono ancora, lasciando i propri biglietti sulla sua tomba, al cimitero di Montparnasse.

Dalya Alberge