Come si fa contro i cretini da tastiera che offendono sui social sperando in qualche click di celebrità? C’è la tattica Gramellini, quella Mentana e quella – formidabile – di Boldrin-Scacciavillani

Posted on Novembre 28, 2018, 12:08 pm
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È noto. La vita del commentatore delle notizie d’attualità è dura e, prima o poi, una piccola o grande “shit storm” se la beccano tutti. Per dire, l’altro giorno la tempesta di me*da è toccata anche a Massimo Gramellini. Per alcuni è un po’ paraculo ma per quanto mi riguarda sono almeno vent’anni che fa giornalismo autorevole con stile originale e riconoscibile e, dettaglio non di poco conto, non si diventa vice-direttore del Corriere della Sera scrivendo soltanto di quello che ti pare (o quasi) se non sei un fenomeno.

In pratica un fraintendimento del suo “Caffè” su Silvia, la cooperante rapita in Kenya, ha scatenato l’inferno sui social con insulti e minacce. Ecco il suo commento del giorno dopo: “In tanti anni di corsivi quotidiani ho scritto la mia quota parte di sciocchezze, ma non ho mai replicato a un attacco ingiusto. Se stavolta lo faccio, è solo per segnalare un pericolo che ci riguarda tutti. I social hanno instaurato la dittatura dell’impulso, che porta a linciare prima di sapere e a sostituire la voglia di capire con quella di colpire”.

Come non dargli ragione.

A proposito di repliche, Chicco Mentana – il numero uno, due, tre (e fino al decimo posto) dei giornalisti tv italiani – si è inventato il “Vieni avanti cretino” con contro commenti al vetriolo sul suo account Instagram verso le “teste vuote che sproloquiano”. E anche questo, oltre a essere sacrosanto, è anche molto interessante perché ha un suo senso logico risarcitorio. Se tu mi attacchi sui social per sperare nel tuo minuto e mezzo di visibilità, io poi la visibilità te la do col turbo, sfanculandoti di fronte alla platea piuttosto vasta dei miei 250mila follower (tanti sono quelli di Mentana su Instagram).

Purtroppo il deterrente della replica sfanculante non è così efficace per quella dozzina di acuti commentatori non famosi che seguo con piacere sui social e che ogni tanto vengono insultati non perché hanno scritto delle bestialità ma perché i gabbiani da tastiera hanno frainteso o, peggio, perché non capiscono una fava (in sintesi, sono effettivamente, come dice Mentana, teste vuote che sproloquiano). A me capita spesso e li liquido con una frase buona per tutte le stagioni: “Smettila di dire scemenze”.

Ma i maestri indiscussi della replica armata sono due super-economisti dall’intelligenza sopraffina: Michele Boldrin e Fabio Scacciavillani (se già non lo fate, seguiteli sui social, sono meravigliosi). Entrambi s’infiammano all’istante e partono con offese indicibili e cercano la rissa, anche fisica.

E hanno ragione, c’è poco da fare. Perché la superficialità dei gabbiani da tastiera – che offendono senza prendersi la briga di leggere con attenzione ciò che attaccano o, peggio, senza gli strumenti culturali-cognitivi per comprendere ciò che leggono – merita la contraerea della replica armata a suon di sonore sberle digitali.

Michele Mengoli

www.mengoli.it