“Ci sono io e fioriscono i fiori”: la poesia di Paul Klee ci aiuta a capire la bellezza di Jennifer e ad entrare nel miracolo

Posted on Gennaio 13, 2019, 10:06 am
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Secondo il mito Clizia è una ninfa che si innamora del Sole, tanto che “il suo amore per il Sole era sfrenato”. La passione verso l’entità irraggiungibile strugge Clizia finché la ninfa, come narra Ovidio nelle “Metamorfosi”, si trasforma in girasole, il fiore che si muove guardando l’astro che nessun occhio umano può vincere né sostenere. “Malgrado una radice la trattenga, sempre si volge lei verso il suo Sole e pur così mutata gli serba amore”. Clizia, figura terrena dell’amore solare, sfrontato e immutato, viene ripresa da Eugenio Montale, in una delle sue liriche più belle, “La primavera hitleriana”: “Guarda ancora/ in alto, Clizia, è la tua sorte, tu/ che il non mutato amor mutata serbi”. Questa è la ragione del titolo che abbiamo assegnato a questa rubrica, ‘Clizia’: la bellezza in ogni sua variante, la solarità di un viso, ci portano al concetto di un amore immutabile, che non cambia mentre ogni forma, preda del divenire, morsa dal tempo, inevitabilmente muta. L’amore che non muta è ciò che permette all’uomo, tramite la visione di una forma vana, di vincere la morte.

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jennyQuando avvampa, la bellezza distribuisce dubbi. Non ne sai cogliere il rebus, e gli occhi diventano un nodo. Di Jennifer, 21 anni, “molto ambiziosa e determinata”, colpisce il viso, marziale e definito, lo sguardo, stregato, arrivato fino a qui, oggi, dopo una vasta sequela di fiabe: è uno sguardo che avrebbe rapito Andersen. Ma il punto determinante sono le labbra, semichiuse, come se felicità e tormento fossero gemellate, come se un giudizio inappellabile stia per esplodere, ma si trattiene. Jennifer ha diversi talenti. Danza (“ho sempre danzato perché credo che la danza sia un’arte a tutti gli effetti perché esprime emozioni, sentimenti, stati d’animo e a volte racconta una storia”) e ama l’arte, studia per “diventare un’artista” all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. A leggere il suo viso e la sua tensione, viene in mente Paul Klee, il poeta dell’eterna giovinezza, dei colori tenui, della bellezza radiosa come un suono, un miracolo. Affascinato dalla poesia orientale – dove il gesto lirico si confonde e si tempra con quello pittorico – Paul Klee ha scritto poesie leggere e lucide, cercando di disciplinare il suo genio in versi.

Ci sono io e fioriscono i fiori,
pienezza è intorno a me perché io esisto.
Il canto dell’usignolo
m’incanta l’udito e il cuore.
Sono il padre di tutto,
di tutti sulle stelle
e nello spazio infinito.

jennyL’esistenza è una fiammata, della vita siamo il centro perché tutto è incanto. Attraverso il viso di Jennifer, incantatorio, arriviamo alle stelle. Questo è il carisma della bellezza, in fondo: trascinarci verso le altezze, astrali.

*Le fotografie sono di Antonio Tonti

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