Care donne, voi siete l’unica cosa buona che possa capitare a un povero cristo come me. Confessioni di un sessista (anzi, di un sessomane)

Posted on febbraio 18, 2018, 10:41 am
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Ho un problema con le donne: la semantica. Mi danno del sessista un giorno sì e l’altro pure. Siccome sono ignorante, avendo unicamente una laurea in Filosofia, ho deciso di consultare Google. Ho trovato che sessista è uno “improntato al sessismo”. Azz! Non pago, in cerca di ulteriori chiarimenti, ho indagato intorno alla parola “sessismo”. Ecco il risultato: “Tendenza a valutare la capacità o l’attività delle persone in base al sesso, ovvero ad attuare una discriminazione sessuale”. Ah, ecco, dicevo bene! Siamo di fronte a una gigantesca incomprensione e a un uso piuttosto libero del senso delle parole. Donne – è arrivato l’arrotino, no scherzo! –, non temete, non sono sessista, se non nel senso che sono ossessionato dal sesso. Come dice una mia amica: “Tu sei molto democratico con le donne: ti piacciono tutte”. E, in effetti, vorrei rassicurarvi – si fa per dire – precisando che non vi ritengo per niente inferiori. Anzi, a mio avviso, ognuna di voi ha le sue peculiarità. Non vi si può che amare una per una e nessuna esclusa. Vi dirò di più: l’unica cosa sensata che un uomo possa fare nella sua miserabile esistenza, volta al profitto e all’accumulazione compulsiva, è collezionare farfalle. Adesso, non venitemi a dire che il paragone con il regno animale è squalificante. La vita è triste, oscena, dolorosa, e mortificante. E voi siete l’unica cosa positiva che possa capitare a un povero cristo, diviso tra un’occupazione scarsamente remunerata e tutta una serie di cavilli burocratici che lo condurranno prima o poi alla pazzia – nei casi più tragici, costui si abbrutirà, a seguito del pensionamento, seguendo Masterchef.

Ve lo confesso, vorrei entrare nelle case di ognuna di voi. Al diavolo le discriminanti come grasse o magre, giovani o vecchie, ignoranti o studiose delle particelle subatomiche. Non è mai successo che una donna non mi abbia trasmesso qualcosa (tralasciando le malattie veneree), persino quando ha preso a insultarmi, adducendo una discutibile motivazione, per poi decidersi a scoparmi. Era comunque meglio che discettare con un altro uomo di politica finanziaria o vini pregiati.

È così difficile fare i conti con quelle tra voi che non vogliono capire il mio amore. In tante mi vogliono bene, ma altrettante mi insultano. Alcune infieriscono. Mi danno addirittura del “represso”. Il che, sempre secondo Google, è colui che risulta “contenuto a forza, ricacciato indietro, soffocato, frenato”. Come non riconoscersi! Tutta la vita sociale è una crudele repressione. Pertanto, chiedo proprio a voi, mie velenose femministe, non reprimetemi. Non contenetemi a forza, non ricacciatemi indietro, non soffocatemi, non frenatemi. Fate come fanno le altre che cercano in me sollievo da un marito non più appagante, da un compagno che per lavoro si è trasferito all’estero. Bussate alla mia porta e io vi aprirò. Sentitevi libere di dirmi e chiedermi quello che preferite. Uno sculaccione, tra persone consenzienti, non si nega a nessuna. E poi, siete così adorabili e poetiche, quando mi dite che vi sbatte dentro “come un tronco scosso dai venti”.

Davvero, non sono sessista. Dico solo che ci vorrebbe più sesso, senza tutti questi sciocchi limiti imposti da chi vorrebbe una guerra tra i generi. Il dominio di una parte sull’altra vi disturba? Ma è tutto un gioco, una messa in scena. Chi porta lo scettro è colui che si carica il peso più gravoso, lo scemo della coppia. Sul serio, non l’avevate capito?

Matteo Fais