“Ai sogni che hanno imposto il caos alla materia”: il nostro editoriale è una poesia ritrovata di Iosif Brodskij, “Cartolina da Lisbona”

Posted on Ottobre 31, 2019, 11:16 am
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Le prime pagine dei giornali dovrebbero essere adornate di poesia. Una poesia come editoriale. Per dare suggestione altra, alta, alla cronaca, per esigere una poetica dalla politica. Figuriamoci. Ci pensiamo noi, allora. L’editoriale, oggi, è una poesia di Iosif Brodskij, finora inedita in Italia. Pubblicata in origine nel 1991 sul “Times Literary Supplement”, s’intitola Postcard from Lisbon ed è stata tradotta dal russo all’inglese da Brodskij medesimo. La poesia, riproposta dal TLS in questi giorni, è introdotta da una breve didascalia, questa: “Di solito, si ritiene che Iosif Brodskij (1940-1996) sia un poeta costretto all’esilio dall’Unione Sovietica, ma per certi versi preferì l’esilio prima di compierlo in modo definitivo. Dopo che il padre fu rimosso dal ruolo in Marina perché era ebreo, Brodskij abbandonò la scuola praticando lavori insoliti, inclusa la partecipazione a un gruppo di ricerca geologica nell’Asia centrale. I suoi testi attrassero interesse: egli coltivò la propria arte sotto la tutela della grande poetessa russa Anna Achmatova. Ventenne, la sua vocazione di poeta lo portò in conflitto con le autorità sovietiche, fino a finire carcerato in un campo di lavoro. Gli fu ‘fortemente consigliato’ di emigrare nel 1972 e lui non tornò più in patria. Dopo il trasferimento negli Stati Uniti, le poesie di Brodskij sono state tradotte in diverse lingue, naturalmente in inglese, spesso dal poeta. Considerava le sue traduzioni troppo fluide e ritmiche rispetto alla schietta robustezza dell’originale”. ‘Carcerato’ nelle edizioni Adelphi, Brodskij, icona di una aristocrazia della lirica, di una poesia onnivora, carnale & mentale, si può leggere splendidamente. Le poesie, però – al di là di Fermata nel deserto, edito Mondadori, il resto, cioè Poesie (1972-1985), Poesie italiane, Poesie di Natale, E così via è in catalogo Adelphi – chiedono altro trattamento. Brodskij è un genio poetico: la sua opera integrale va raccolta in un volume, finalmente.

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Cartolina da Lisbona

Monumenti a fatti che non hanno avuto luogo: al sangue
senza che sia combattuta guerra; a frasi ardenti
divorate durante l’arresto; a un corpo nudo
fuso con le conifere, il cui volto è
quello di San Sebastiano; agli aviatori
che si librano su pianoforti alati per un duello di nuvole;
all’inventore di reattori che invalidano l’invasione
usando memorie scartate come combustibile;
alle mogli dei marinai chine su omelette dall’occhio ciclopico;
a Giustizia la sensuale che attende i seduttori
e a Repubblica carnale; alle comete
che si sono smarrite nella loro bruciante ricerca
d’infinito – i cui caratteri riecheggiano spesso
nei panorami locali (purtroppo, più foto-
genici che abitabili); alla scoperta
di Infartide – un quartiere sconosciuto
nell’altro mondo; al lungomare piastrellato di rosso
di un villaggio che ha schivato il gergo cubista
per quasi un secolo; al suicidio
per un amore non corrisposto – del Tiranno;
al terremoto accolto da lontano da troppi
(così dicono gli annali) che gridarono “È un affare!”;
alla mano che non ha mai accarezzato denaro,
per non dire dell’organo riproduttivo;
al pregiudizio del coro di foglie verdi contro gli spietati
solisti che pretendono l’ultima ovazione;
alla felicità; e ai sogni che hanno imposto il loro caos
alla materia, con la furia del popolo.

Iosif Brodskij