Asia Argento ha creato un mostro e questo non glielo perdoneremo mai… Ma chi la incolpa per aver fatto da nave scuola è persino peggio di lei, anzi ridicolo

Posted on agosto 21, 2018, 8:46 am
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Non voglio dire che non se lo sia meritato. Ma quanto accaduto è un contrappasso troppo semplice. Quello che tutti auspicavamo non era di vedere la logica da lei voluta, quella del #metoo, rivoltarlesi contro in una situazione da apprendista stregone. Tutto troppo insulso e palesemente pilotato: l’hanno unicamente ripagata con la stessa moneta. Il punto sta proprio, invece, nel far comprendere che quella moneta è una patacca, una fregatura, un sistema di ricatto perenne, peggio del debito pubblico, e che non porta da nessuna parte. È una filosofia di pensiero che bisogna far sparire e la sua ideologa finirà giù nello scarico con essa, di conseguenza. Al contrario, per come stanno andando le cose, della Argento faranno carne da macello, ma la distorsione sociale da lei imposta ai rapporti di coppia le sopravviverà. Che importa far fuori il personaggio e lasciare in vita i suoi pensieri perversi?

Ciò verso cui bisognerebbe spingere è una liberazione dell’uomo e della donna dal terrorismo psicologico che il #metoo e il #quellavoltache hanno portato. Non dobbiamo più vivere con una tale spada di Damocle sulla testa per cui un partner, più o meno occasionale, può tornare a trovarci con fare ricattatorio, dopo anni, e imporre la sua rivisitazione dei fatti. Dirci “sì, è successo, ma non è che lo volessi veramente, ero soggiogato/a”. Non dobbiamo più sentire quella fastidiosa confusione che pone sul medesimo piano sguardi insistenti e stupri. Asia Argento è la responsabile morale di questa deprecabile situazione e ben le sta il rovesciamento delle parti di cui si è trovata vittima. Ma questa non è ancora la giustizia che tutti quanti sogniamo.

Detto inter nos, peraltro, le accuse che le sono state rivolte sono altrettanto ridicole di quelle da lei mosse a Harvey Weinstein. Asia aveva più di trent’anni, Jimmy Bennett diciassette. Non erano dei ragazzini, ma gente capace di intendere e di volere. Come lo era la Ruby dell’affaire con Berlusconi, su cui i moralisti del cazzo ci hanno spaccato le palle per anni. La verità è che dovremmo unicamente mettere da parte le stronzate e parlarci fuori dai denti: un/a diciassettenne, diciottenne, diciannovenne e via dicendo, di oggi, non va in una camera d’albergo senza sapere cosa succederà. Chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire. Questo è vero nel caso di Berlusconi, della Argento con Weinstein, e, a maggior ragione, nello scandalo che vede coinvolto Jimmy Bennett.

Su, avanti, non siamo ridicoli. Nessuno si fa un selfie con una donna che l’ha stuprato. Nessun diciassettenne americano, attore e cantante – con tanto di pelo sullo stomaco, quindi – può essere vittima di una femmina, per quanto più grande di lui. Altrimenti, che cazzo di uomo è?! Roba da mezze seghe. Vabbè, meglio metterlo in chiaro, avanti così finiranno per rendere simpatica anche Asia Argento.

P.S: Vorrei rassicurare tutte le donne più grandi di me, sposate o meno, con cui ho avuto a che fare: non vi denuncerò. Non mi chiamo certo Jimmy Bennett. Anzi: Dio benedica le navi scuola.

Matteo Fais