“Io non sono il più grande scrittore italiano… l’Italia mia sta stretta”. Intervista immaginaria ad Alberto Arbasino

Posted on Marzo 24, 2020, 12:21 pm
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Alberto Arbasino, Lei che è il più grande scrittore italiano vivente, cosa pens…

“Mi scusi. Le spavate come quella che Alberto Arbasino è il più gvande scvittore italiano vivente sono un po’ fastidiose. Io ambisco al Novecento. L’Italia mi sta stvetta, s’immagini Vogheva… E poi gli altri scvittori viventi, se proprio devo divlo – lo dico? Ma sì, lo dico, va là – mi fanno schifo. Tiè”.

Tutti?!

Tutti, tutti… Non ci sono più gli scrittori di una volta… I miei vecchi amici sì, che evano scrittori. E infatti sono tutti morti.

Ma chi?

Ma come chi? I grandi! Patti, De Feo, Caprioli… Calvino, Pasolini, Moravia, Citati…

Citati è vivo, mi scusi…

Ma è come se fosse morto. Non scrive più nulla di interessante. Anzi, scrive per ripicca. Per portarmi via una paginata sul Corriere ogni settimana…

Che carattere. Volevo solo dire…

Ma lasci dire me, invece che ho visto l’Italietta dei Sixties, e i Seventies, la Roma delle terrazze e la Milano delle spese pazze…  Ricordo tutto: facce, facies, tipetti, aneddotica e cotillons…  Tutti li ho frequentati! Piovene, Manganelli, Testori, Ottieri, Malerba…  Loro sì che erano scrittori, mica come queste mezzecalze puzzolenti e flatulenti di De Carlo, Carofiglio, Erri De Luca o… come si chiama quello là, che scrive quelle lenzuolate sulla Lettura al mio posto…?!

Piperno.

Appunto. Mah… Piperno, Paolo Giordano, D’Avenia… Non saranno mica scrittori, essù. Brutti tempi… I miei sì, invece: che tempi! Quei bei trallallà nella bella società… Quando si usciva dalla porta di casa e ci si ritrovava direttamente nella Dolce vita… Eravamo fuori tutti le sere…

A fare cosa?

Di solito a parlare, e a sparlare soprattutto.  Che è molto più divertente.

E di cosa?

Ma di tutto! Di cose un po’ hard, un po’ cool, un po’ kitsch, un po’ pop. A proposito, Lei sa ballare il fox-trot?

Preferisco il rap…

Ci ho scritto un libro! Rap. Bel titolo. L’ho scelto io.

A proposito di musica…

Ma è sempre la stessa. Un po’ rock, un po’ pop, un po’ hip-hop, un po’ soft… Lei dove vive, mi scusi? In un loft?! Non se ne può più. Ma più più più… Bei tempi quando le pagine culturali dei giornali parlavano di scrittori e non di cantanti… Come quel frocetto in paillettes… Quello della tivvù..

Mika… Però Lei ha detto “frocetto”. Non sta bene… Non è politicamente corretto..

Ma sì, quante storie… una volta si diceva culo e finiva lì…

Adesso ha detto culo?!

No! Ho detto court… Tout court… La vita è, sostanzialmente, e tout court, letteratura. E comunque, mi creda: la mia non è una nostalgia per la sodomia, anche se era meglio della semiologia… Mi scusi. Sto facendo facile filosofia…

Ecco i filosofi…

Cosa vuole, siamo tutti un po’ filosofi. Gadda non ha scritto la Madonna dei filosofi, forse?

Ma cosa c’entra?

Nulla. Però Gadda l’ho conosciuto. Ci ho scritto sopra anche un libro. L’ingegnere in blu… bel titolo…

…l’ha scelto Lei…

Infatti!

A proposito di gente che ha conosciuto…

Dalla A di Acton, Harold, alla Z di Zhou, Yang: li ho conosciuti tutti. In ordine alfabetico…

Da scriverci un libro..

L’ho scritto! Ritratti e immagini.

Non è un gran titolo…

Non l’ho scelto io, ma quel parvenu di Calasso. Con le sue fisse indu. Mon amour…  Niente da fare. Ga minga l’atout…

È dialetto? O francese?

Dialetto, francese, americano. Io li parlo, e li scrivo, tutti. Tra vernissage e champagne, filologia e copulation. Parlo tutto, di tutti: Huxley e la Carmen, Alan Bennett e bons mots, Capote, In Cold Blood e Isherwood, hip hop e Mapplerthorpe…

Sta divangando…

Sì, ha ragione. Pardòn… Ogni tanto ho delle falle… Piuttosto, presto: uno scialle!!! Da gettare sulle spalle… Ma insomma, cosa vuole da me, che palle… Le ho mai detto del Valle?

Del Valle?!

Il Valle, il Valle… Il teatro, ha presente? Ma insomma, le devo dire tutto?! Al Valle invece mi divertivo molto quando Laura Betti cantava le sue canzoni, su testi anche miei, veda Lei…

Veramente finora mi ha dato del tu…

“Ossigenarsi a Taranto / è stato il primo errore:/ l’ho fatto per amore/ di un incrociatore/ e sono finita, su un rimorchiatore”… È disponibile anche su Youtube, sa?

Youtube?

Io no. Grazie.

Luigi Mascheroni

*Quella che qui pubblichiamo è una intervista immaginaria a Alberto Arbasino, a firma di Luigi Mascheroni, uscita anni fa su un sito letterario che oggi non esiste più. Faceva parte di una serie di interviste impossibili, ideate da Mascheroni, ai protagonisti – viventi – della cultura italiana.