Anche la Cina ha il suo Tolkien. E non è una fake news. Il nuovo Frodo Baggins si chiama Guo Jing

Posted on novembre 27, 2017, 3:26 pm

Il messaggio promozionale è un po’ eccessivo, fa sentire odore di ‘sola’, o, come si dice oggi, di fake news. Amazon lo lancia come “Il Signore degli Anelli cinese”, e sul “Tolkien di Cina” ricama un po’ tutta la stampa english, compreso il Guardian (nell’articolo A hero reborn: ‘China’s Tolkien’ aims to conquer western readers). Il fatto, però, è che, fatte le debite distinzioni, non si tratta di una ‘sola’. Louis Cha Leung-yung, in arte Jin Yong, classe 1924, infatti, è il più noto autore di wuxia, cioè di romanzi storici di ‘cappa&spada’, del mondo orientale, “un autore da oltre 100 milioni di copie vendute”, come latrano le note biografiche. Babbo fatto fuori dal regime comunista di Cina, il figlio si fa grande a Hong Kong, dove, nel 1959, è tra i cofondatori del quotidiano Ming Pao. Intanto, dal 1955 (lo stesso anno in cui è pubblico per intero Il Signore degli Anelli), con “Il Libro e la Spada”, Jin Yong comincia a pubblicare un ciclo di romanzi, quindici, che si conclude con “La Spada di Yue Maiden”, nel 1973. libro cineseI romanzi, prima pubblicati a puntate su quotidiano, riscuotono un successo clamoroso: Jin Yong è un pioniere del genere che il grande cinema ci farà conoscere attraverso una serie di film da La tigre e il dragone a Hero e La foresta dei pugnali volanti. In effetti, i romanzi di Jin Yong influenzano prepotentemente il mondo ‘pop’: vi si riferiscono fumetti, videogame, innumerevoli traduzioni cinematografiche e film per la tivù. Il libro più venduto – oltre un milione e mezzo di copie alla prima uscita, nel 1963 – è stato “Spada del Cielo e Dragone di Sabbia”. La trasposizione filmica più riuscita, invece, è stata Ashes of Time (1994), capolavoro di Wong Kar-wai (grande regista di In the Mood for Love e 2046), tratto da “La leggenda del Condor”. Il genio di Jin Yong? Simile, in effetti, a quello di Tolkien. Anche lo scrittore cinese, infatti, sfrutta la cornice del ‘genere’ – il romanzo storico e d’azione – per costruire romanzi complessi, linguisticamente arditi, perfino eruditi (i riferimenti al taoismo e alle pratiche dell’esoterismo taoista sono innumerevoli e approfonditi). Tradotto in tutto il mondo orientale e in mezzo mondo occidentale (in Francia, dove è cavaliere della Légion d’honneur e ‘Commendatore delle arti e delle lettere’, e nel mondo anglofono, dove ha la medaglia dell’Order of the British Empire), è pressoché ignoto al grande pubblico europeo (in Italia siamo quattro passi di valzer dietro a tutti: l’editore Pisani ha pubblicato, dieci anni fa, Volpe volante della montagna innevata). Dopo una serie di sporadiche e parziali traduzioni (per la Oxford University Press), infatti, Madama Albione fa sul serio: MacLehose Press ha in cantiere la pubblicazione della saga in dodici tomi Legends of the Condor Heroes. Si comincia, a febbraio del 2018, con A Hero Born (pp.464, £13.99). Abstract: “Cina. Anno 1200. L’impero Song è stato sconfitto, a nord, dall’avanzata di Jurchen. A sud, l’impero è al collasso e la popolazione infuria. Ora spetta ai patrioti solitari, addestrati nelle arti marziali, salvare la Cina. La stampa non ha dubbi, “Guo Jing, giovane soldato tra le fila dell’esercito invasore e figlio di un guerriero assassinato, ci diventerà familiare tanto quanto Frodo Baggins”. Dalla Cina con furore (letterario).